JUVENTUS – Se Krasic avesse i capelli neri come Iaquinta, sarebbe paragonato a Nedved? A chi ha il coraggio di rispondere «sì» ci permettiamo di fare una domanda di riserva: non è un po’ presto per azzardare confronti impegnativi tra un ex Pallone d’oro e un giocatore appena arrivato, immediatamente esaltato come accadde lo scorso anno a Diego? La voglia matta di cercare nuovi personaggi per i tifosi, e nuovi campioni per la Juventus affamata di riscatto, è una trappola sempre in agguato, specialmente all’inizio della stagione. Ma attraverso il filtro sempre più raro della prudenza passa una prima, confortante, certezza. Krasic si è inserito subito nella Juventus, come non aveva fatto nemmeno un certo Platini e questo, al di là delle diverse caratteristiche dei due, è un segno di grande personalità, o almeno di grande tranquillità mentale, oltre che di grande condizione fisica. Proprio la corsa del serbo, con la sua generosità già apprezzata dai tifosi, è il primo e più evidente punto in comune con Nedved. Ma a parte l’identico colore dei capelli, le analogie finiscono qui e non soltanto a livello tecnico. Tanto per incominciare, Nedved arrivò alla Juventus dopo avere già maturato un’esperienza nel campionato italiano, alla Lazio, mentre Krasic proviene direttamente dalla Russia e per questo potrebbe avere problemi tra dicembre e febbraio, essendo abituato alla pausa invernale del Cska. La vera differenza tra i due, però, è sulle rispettive qualità. Nedved partiva dalla sinistra e scavallava a suo piacimento verso il centro, pronto a tirare da tutte le posizioni con la potenza di un fisico straordinario perché sempre allenatissimo. Un centrocampista instancabile, professionista maniacale che correva anche il giorno di Natale, esplosivo, forte fisicamente e nelle sue migliori giornate incontenibile. Krasic è soltanto all’inizio di una nuova carriera, con ampi margini di miglioramento. Anche lui parte dalla fascia, ma a destra, senza limitarsi a rimanere nello stesso binario. Meno potente, ma più veloce e più tecnico di Nedved, il serbo sembra più portato al dribbling, anche se con un fisico apparentemente fragile. Le sue prime 3 reti, tutte in una sera, non devono ingannare perché Krasic non è mai stato un goleador. Ma intanto gliene basterebbero soltanto 2 per superare Nedved, che ne segnò 4 al suo primo campionato a Torino, in cui vinse subito lo scudetto nel 2002. E in fondo è questo il vero confronto che fa sognare i tifosi bianconeri.
fonte: gazzetta dello sport
la redazione di www.calciomercatonews.com
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