BARCELLONA IBRAHIMOVIC ETO’O INTER MILAN – Se fossimo in Pep Guardiola, dedicheremmo il pensierino prima della nanna alla rivisitazione del rapporto che ha impedito ad Eto’o, prima, e a Ibrahimovic, poi, di esprimersi al massimo in maglia azulgrana. Il 39enne tecnico spagnolo ha grandi meriti. Della nouvelle vague panchinara è il più figo, il più brillante, il più vincente. Ma con i due super-campioni ha toppato. Con entrambi è arrivato allo scontro totale e a fratture inevitabili che andavano oltre gli aspetti tattici. Il lato umano ha pesato nell’economia del rapporto.
Eto’o fu decisivo nella sua ultima stagione al Barcellona. Segnò nella finale Champions di Roma contro il Manchester. Quello, anche se il più importante, fu solo uno dei 35 gol in 46 partite stagionali di Samu, seconda miglior performance in carriera per lui. Eppure a fine stagione fu liquidato con un “grazie, non ci servi più”. Perché quell’anno non mancarono frequenti scontri tra le due forti personalità. Lo stesso Eto’o ha rivelato, qualche settimana fa, che Messi pregò Guardiola di non privarsi del compagno. Pep non volle sentire ragioni. Tutti sanno cosa è successo di lì a poco: stringendo un patto con Mourinho all’Inter, Eto’o si è sacrificato per il bene della squadra, ha lasciato che i riflettori si accendessero su Milito e ha contribuito sensibilmente al triplete nerazzurro.
Liquidando Eto’o, Guardiola aveva già in mente di ripartite con Ibrahimovic, investimento che è costato alle casse della società 50 milioni di euro oltre al cartellino del camerunense. Ma con Ibra è andata peggio: il feeling non è decollato, la frattura finale è stata ancora più dolorosa. “Non mi ha parlato per sei mesi” il saluto di Ibra al vecchio allenatore.
L’ultima due giorni di Champions è fatta apposta per ingigantire i dolori del giovane Pep. Ibra tiene in piedi il Milan, segna ed è l’anima dei rossoneri. Eto’o tracima con l’Inter e raggiunge quota 11 gol nelle prime 9 partite stagionali. Contemporaneamente il Barcellona fatica a Kazan.
Chi in attacco può pescare tra Messi, Villa, Pedro, Bojan non avrà mai grandi rimpianti.
Ma per un tecnico che è sulla strada di diventare il più grande di sempre, visti gli allori guadagnati nei primi 40 anni, aver fallito nella gestione di Eto’o e Ibra rimarrà pur sempre un neo. Incancellabile.
Fonte: Sportmediaset
La redazione di Calciomercatonews.com
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