DERBY SAMPDORIA-GENOA, CASSANO – Antonio Cassano gioca stasera da assente quello che sarebbe stato il suo settimo derby di Genova, dopo avere deciso – nel bene come nel male, secondo stile della ditta – i primi sei. Sarà una sfida al ribasso, tra scontenti se non tra poveri: niente tutto esaurito, tifosi doriani a spronare a muso duro la squadra prima della rifinitura, quelli rossoblù a murare un Sampdoria-point a Sestri Ponente, il tecnico genoano Ballardini che sventola i numeri contro i nostalgici di Gasperini, l’altro fantasma.
Da tre anni, il prossimo milanista Fantantonio «era» il derby. Il 23 settembre 2007 aveva esordito dando al 75′ il cambio a Montella senza modificare lo 0-0. Il 17 febbraio seguente, con la migliore giocata della carriera, a 3′ dalla fine aveva servito a Maggio il pallone della vittoria. Il trionfo lo indusse a eccedere in fanfaronate; alla vigilia della sfida successiva, infatti ghignò: «I rossoblù, pensando a noi, diventano pallidi dalla paura». Avrebbe invece ripreso colore il Genoa, con un tris di successi mai riuscito, dal 7 dicembre 2008 al 28 novembre 2009, in crescendo: 1-0, 3-1, 3-0.
«Quelle vittorie – si diceva in settimana nello spogliatoio del Genoa – erano tutte merito di Cassano, le sue sparate ci caricavano a mille». Prima di autoeliminarsi dalla storia dei derby, però, l’11 aprile scorso il barese segnò il gol vincente: con un colpo di testa, più riuscito di quello ai danni di Garrone che, lo scorso 24 ottobre, lo ha reso un esule.
Fonte: La Stampa
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