CALCIOMERCATO JUVENTUS AMAURI FELIPE MELO – S’agita in area, sgomita, svetta mentre piovono i palloni di Grosso e Del Piero. La Juventus memorizza i calci piazzati e Amauri ripassa i colpi perduti: un’incornata, una rovesciata, un tap-in, il repertorio di un centravanti ingrigito che vuole ribellarsi alle critiche e alle etichette.
LAVORO -Lunedì, il centravanti italobrasiliano è tornato in gruppo: prima partitella e un golletto che incoraggia. Ieri ha lavorato regolarmente: potrebbe rientrare già contro il Parma. Del Neri sceglie la prudenza («Non è ancora recuperato pienamente») però è tentato, complice l’indisponibilità di Iaquinta. Cambia poco, in ogni caso.Non sarà qualche giorno in più a stravolgere lo scenario bianconero o rimpicciolire le aspettative di un ragazzo a caccia di rivincita, segnato dalla sfortuna e da una strana involuzione, deciso a riprendersi la Juve.
DIGIUNO -L’ultima partita l’ha disputata il 13 novembre, ma anche prima il suo campionato è stato uno zigzag: tra infortuni, recuperi, ritardi e panchine, ha racimolato in tutto 265 minuti. Sei presenze (tre sole da titolare) e nessuna rete, il male oscuro o la magia cattiva che lo perseguitano, almeno in serie A. L’ultimo gol ( unico dell’anno solare) risale addirittura al 14 febbraio 2010 (Juventus-Genoa 3-2) e aveva interrotto, si badi, un digiuno lungo quattro mesi. S’erafermato lì, Amauri, travolto dalla sciagurata stagione della Juve, aveva smaltito la delusione d’un Mondiale azzurro inseguito inutilmente e s’era ripresentato carico a Pinzolo per scrivere una storia completamente diversa. Belle premesse: tre centri nei preliminari di Europa League. Beffarde illusioni: gli stessi tre centri. Dopo, il vuoto: il campionato condizionato dagli infortuni e dagli errori, le percussioni e le sponde inconcludenti, le svolte annunciate e rinviate troppe volte. Fino all’impazienza e persino ai fischi dei tifosi, fino all’inclemenza di chi ricorda l’investimento effettuato e calcola come nella sua carriera bianconera ogni gol sia costato un milioncino, fino alla malizia di chi rinfaccia l’ingaggio e giura sui benefici del divorzio.
MERCATO -S’è parlato più volte d’una sua cessione, s’è esageratoimmaginando clamorosi rifiuti. Cambiamo prospettiva: è dura credere che abbia detto no al Real senza pensarci, ma è ammissibile che il Real possa aver pensato a lui. Solo due anni fa, d’altronde, i grandi club facevano a pugni per strapparlo al Palermo e quando la Juve s’aggiudicò l’asta furono applausi. Dargli fiducia, oggi, può preludere a un affare d’oro e qualcuno, meglio se attraverso uno sconto, è disposto a scommetterci. Lui, però, non ci sente. E non per capriccio ma per consapevolezza e orgoglio: Amauri vuole riconquistare la Juventus, tornare se stesso senza cambiare maglia, non accetta che la sua più bella avventura calcistica – la grande squadra inseguita con sacrificio debba concludersi con una resamalinconica.« Non ha rifiutato alcuna proposta- assicura il suo agente Giampiero Pocetta -Semplicemente desidera rimanere a Torino e fare bene alla Juventus: è contento d’essere tornato in gruppo e sta lavorando sodo per tornare a disposizione di Del Neri, che in lui crede moltissimo ».Scalpita, aspettando il Parma. Al limite, il Napoli. Squadre che sono state sue durante la scalata che l’ha portato alla Juve e che l’italobrasiliano non vuole chiudere così. Vicino a lui, in questa fredda mattinata a Vinovo, c’è Melo: il ragazzo di Volta Redonda ha resistito e ha trasformato i fischi in applausi, quello di Carapicuiba ha cinque mesi di tempo per imitarlo.
Fonte: Corriere dello Sport
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