INTER MILAN RANOCCHIA – Diciamola così: ci sono il Corto, il Lungo, il Tampinatore e l’Ingessato. E sono le facce da Oscar del nuovo film di Leo, gli acquisti-2011 che regalano oro e statuette in un febbraio decisivo. Il 100 ° dopo la febbre I quattro della Nuova Era sono mini moto Nagatomo, Pennellone Ranocchia, martello Kharja e l’uomo che tiene viva la rincorsa scudetto compostamente e senza esultare perché succede tutto nella città che calcisticamente lo ha visto maturare: lui si chiama Pazzo Pazzini, il bomber che alla 200a gara in A infila il gol numero 100 fra i professionisti nella serata più incandescente e davanti al c. t. Prandelli. Una tesi di laurea. Il tutto, però, senza parole nel post-gara: aveva già detto tutto prima, tipo «Firenze mi dispiace ma devo batterti» . Ecco Pazzo Pazzini: 4 gol e 2 rigori procurati in questo mese e mezzo di scintille. Il retroscena racconta che contro la Juve il bomber di Pescia giocò con 38 ° di febbre. Ieri sera stava bene. E la differenza s’è vista. Pari al derby L’Inter che si issa a meno 5 dal Milan sa di aver cambiato registro e sceneggiatura proprio con loro quattro. Acquisti di gennaio funzionali e azzeccati, puntuti e ficcanti, decisivi: poi è vero che Nagatomo fa un primo tempo con davanti Comotto che sembra il Maicon italiano (ah, la fase difensiva…), poi è verissimo che il Pazzo non fa tanto prima del gol (ah, i palloni giocabili…), però è altrettanto assodato che: a) Pazzini stesso infila un gol pesantissimo; b) Ranocchia ha i prodromi veri e solidi del futuro Nesta. «Col Milan lottiamo alla pari -dice il centrale difensivo che proprio ieri ha compiuto 23 anni -, abbiamo diminuito il gap e lottiamo per poter arrivare al derby con gli stessi suoi punti o addirittura sopra. Dopo il k. o. di Torino dovevamo rialzarci: lo abbiamo fatto e conta questo, abbiamo dimostrato che siamo ancora vivi» . Il derby arriverà fra 6 gare. «Il gol di Pazzini -fa Ranocchia -è fondamentale per la lotta-scudetto. Qui a Firenze, poi, mi ero rotto il crociato quando giocavo col Bari: per me è stata una rivincita. Grandissimo match sì, anche a livello personale» . Italiano e fasi E mentre Zanetti dice che «questa vittoria è un segnale importante» , ecco Yuto Nagatomo per il quale accorrono dieci giornalisti giapponesi oltre a due telecamere personalizzate. «Devo ancora migliorare tanto -racconta Yuto -, qui è molto diverso dal Cesena perché ci sono giocatori di alto livello: per esempio, con gli attaccanti mi devo capire di più per comprendere bene cosa si aspettano da me. La vittoria di oggi è importantissima. Come procede il mio italiano? Con Materazzi parlo solo la vostra lingua» . Ah, e poi c’è Kharja: quello che martella quando serve energia. «Perché adesso serve l’appoggio del pubblico contro il Cagliari -dice Cambiasso -: le energie sono contate e stiamo facendo il massimo. Ora la classifica è quella vera» . E l’Inter vera probabilmente tornerà.
Fonte: Gazzetta dello Sport
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