CALCIOMERCATO JUVENTUS CUCCUREDDU / L’ex campione bianconero Antonello Cuccureddu, intervistato da Giancarlo Padovan, attraverso il suo speciale Calcio GP, ha rilasciato alcune importanti dichiarazioni sulla Juventus, andando a commentare ogni singolo protagonista nel bene e nel male dell’annata juventina:
“Krasic non è Pavel – esordisce l’ex calciatore – E’ un buon giocatore, ma non un campione. Ha avuto un inizio stratosferico, poi si è perso per strada. Per essere campioni bisogna avere un rendimento costante ed aver vinto qualcosa di importante. E’ assurdo paragonarlo a Nedved. Pavel era un vero e proprio leader in campo, lui dipende dalle prestazioni del gruppo. Per questo ora non riesce a incidere”. Cuccureddu ha poi parlato della guida tecnica juventina, che a parer suo dovrebbe essere Fabio Capello: “L’allenatore giusto per la Juve. Il nome che metterebbe d’accordo tutti. Fabio ha grande carisma, forte personalità e si esalta nelle situazioni difficili. I tifosi ancora lo rimpiangono perché è un vincente. Non credo, però, possa arrivare nella prossima stagione perché ha dichiarato recentemente di non avere intenzione di ritornare ad allenare dopo la nazionale inglese. Ha voglia di ricoprire altri ruoli, magari lo rivedremo in bianconero nelle vesti di direttore tecnico. Però nel calcio mai dire mai – e su Delneri – “Per ogni allenatore parlano sempre i risultati sul campo, le parole contano poco. Purtroppo ha fallito in tutto e per tutto, questa è la realtà. Se ci saranno altre figuracce in campo è giusto che si cambi subito perché la situazione diventerebbe insostenibile. Ho sentito tanti nomi di possibili traghettatori, ci sono anch’io tra questi papabili…” L’ex bandiera bianconera ha poi concluso l’intervista con una considerazione generica riguardo il momento bianconero: “La situazione è disastrosa, è inutile girarci intorno. La rosa di quest’anno è stata costruita male perché se hai un allenatore che gioca solo con uno schema, il 4-4-2, devi acquistare esterni di qualità, che puntano l’uomo. Non puoi adattare giocatori come Marchisio, un regista, a sinistra, perchè significa snaturare il sistema di gioco. Il vero problema poi è rappresentato dalla mancanza di validi terzini, alla Maicon per intenderci. E’ da lì che parte il gioco. Perché se affronti squadre come Inter e Milan puoi anche giocare di rimessa, contro le cosiddette piccole invece devi essere in grado di impostare. Ma contano anche gli stimoli in certe partite. E qui non vedo figure forti che riescano a compattare il gruppo. Moggi era il numero uno in questo, con lui tutti gli allenatori hanno avuto successo. Chiedete a Lippi. La delusione dei tifosi è arrivata alle stelle, la pazienza è finita. Dico loro, però, di essere fiduciosi per il futuro, perché sono guidati da un Agnelli, una garanzia“.
Fabio Alberti – www.calciomercatonews.com
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