CALCIOMERCATO JUVENTUS ULTRAS AGNELLI DELNERI – Il Problema lo spiegò anni fa Giampiero Boniperti: «Alla Juventus vincere non è importante. E’ l’unica cosa che conta» . La frase del presidente è stata ripresa un paio di settimane fa dagli ultrà della Curva Nord dell’Olimpico ed è inevitabile partire da qui per analizzare il rapporto tra i tifosi e la Juve e scoprire come nasce l’attuale contestazione. I risultati naturalmente fanno la differenza: non ci sono fischi quando si vince. Però ridurre il discorso a una questione di vittorie e sconfitte sarebbe sbagliato: la mentalità degli ultrà è cambiata. Prima erano attenti quasi esclusivamente al campo, adesso seguono anche le dinamiche economiche del club. Banalizzando: se la squadra va male, non pensano solo che i giocatori non sono in forma e l’allenatore sbaglia le scelte, ma valutano l’operato della società e studiano i bilanci. Alcuni abituali frequentatori della curva sono piccoli azionisti della Juve, particolare non secondario. L’ultrà per amore è portato inizialmente a dare fiducia. Poi però si aspetta di essere ripagato sul campo. Non a caso a inizio stagione la Juve è stata sostenuta nonostante i risultati negativi (un punto in 2 gare casalinghe, 4 punti nelle prime 4 giornate, ma clima sereno e positivo). Le sconfitte ripetute del 2011 hanno generato delusione, rabbia e infine esasperazione perché il tifoso della Juve non vince nulla dal 2006, ha conosciuto l’onta della B e pretende di tornare competitivo magari sottovalutando il compito di una dirigenza che è ripartita da zero. Domenica pomeriggio si è vissuto uno spaccato dell’intera stagione: inizio festoso con bandiere e tanta gente sugli spalti (19.000 circa), poi contestazione e infine esplosione di gioia al gol di Alessandro Del Piero. La contestazione Le due curve hanno alternato striscioni e cori ironici ad altri più pesanti. Andrea Agnelli non è stato «toccato» perché ha avuto il coraggio di metterci la faccia e ha promesso di rifare grande la Juve: la gente si fida di lui. I tifosi, che vorrebbero dalla proprietà un segnale importante in termini di investimento, hanno attaccato Marotta ma il giudizio sull’a. d. resta sospeso (mentre Delneri è stato irrimediabilmente bocciato): dopo il prossimo mercato e i conseguenti risultati sarà espresso il verdetto. Domenica i Viking (Curva Nord) hanno appeso il seguente striscione: «Beppe+Ariedo, adesso ci credo» . Un invito a coinvolgere nel progetto bianconero un dirigente esperto come Ariedo Braida, un po’ in disparte nel Milan e amico nonché testimone di nozze di Marotta. Le curve I Viking sono piazzati in Curva Nord, quella prevalentemente milanese, lombarda e veneta. Con loro ci sono altri due gruppi: Nucleo e Tradizione (ex Fighters). La Curva Sud, invece, è quella torinese e piemontese con gli storici Drughi e i Bravi Ragazzi (ex Irriducibili). Al di là delle diverse estrazioni, le due curve si sono mostrate compatte nella contestazione. Su Calciopoli c’è una differenza: la Sud è più viva nella richiesta di riabilitazione dell’era Moggi; la Nord è convinta che le cose sarebbero dovute andare diversamente, ma preferisce concentrarsi sul futuro e quando soffre di nostalgia invoca Marcello Lippi. Il futuro Un problema da affrontare in tempi brevi sarà la collocazione degli ultrà nel nuovo stadio. L’idea della società è quella di riunirli tutti in una curva sola. Naturalmente c’è chi storce il naso, ma c’è anche chi accetterebbe lo spostamento a patto però di saperlo in tempi brevi e di venire a conoscenza dei prezzi dell’abbonamento. Anche se in fondo la prima cosa che vogliono gli ultrà è un campione al quale dedicare un nuovo coro.
Fonte: Gazzetta dello Sport
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