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Morte Morosini, parla Manfredonia: io ce la feci e se l’ambulanza ieri fosse arrivata prima…

MORTE MOROSINI MANFREDONIA AMBULANZA – Era il 30 dicembre 1989 quando il cuore di Lionello Manfredonia si fermò allo stadio Dall’Ara di Bologna nel corso della partita tra la squadra emiliana e la Roma.
Lo stesso Manfredonia, alla Gazzetta dello Sport, testimonia: «Mi salvai grazie ai soccorsi immediati, straordinari, che ricevetti sul campo — racconta l’ex difensore di Lazio, Juventus e Roma, che oggi ha 55 anni —. Purtroppo, Morosini non ce l’ha fatta. Chissà, se l’ambulanza fosse arrivata prima sul terreno di gioco… Ma chi lo può dire? Siamo tutti nelle mani del Signore. E quel giorno mi strappò alla morte».
Ieri pomeriggio stava vedendo la partita: «Avevo deciso di vedere il Pescara, mi entusiasma il calcio di Zeman. Con me, c’erano Matteo e un suo amico. Mio figlio, che gioca in una squadretta di Passo di Riva, sa quello che mi è accaduto. Ha visto in tv le scene del mio incubo. Dinanzi al dramma di Morosini ho voluto distrarre Matteo e il suo compagno. Quando sono andati in un’altra camera, ho ripreso a seguire il triste collegamento da Pescara».
E aggiunge: «Morosini è stramazzato sull’erba proprio come successe a me. Dopo aver seguito un avversario all’altezza del fondo campo, all’improvviso mi accasciai nell’area di rigore della Roma. Ebbi la fortuna di essere tempestivamente soccorso, peraltro con un’ambulanza che era presente sul campo. A parte l’intervento del dottore Alicicco e la decisiva respirazione bocca a bocca praticatami dal massaggiatore della Roma, Giorgio Rossi, entro 6-7 minuti con l’ambulanza arrivai all’ospedale Maggiore. Anch’io finii in coma farmacologico, riprendendomi entro breve tempo. Ho sperato che pure per Piermario ci potesse essere un’evoluzione positiva. È stato stroncato da un evento che è difficile accettare, considerati i controlli ai quali, oggi, gli atleti si sottopongono».
Conclude parlando di quanto successe a lui: «Chi parlava di infarto e chi lo escludeva. Gli specialisti considerarono un ipertono vagale come la causa dell’arresto cardiaco. Si valutò anche l’incidenza del gelo che c’era quel pomeriggio a Bologna. Ma quando arriva la chiamata da lassù, c’è poco da fare. Povero Morosini».

Matteo Bellan – www.calciomercatonews.com

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