Calcioscommesse, Conte nega tutto durante l’interrogatorio

CALCIOSCOMMESSE CONTE PALAZZI – Conte ha negato qualsiasi addebito per la gara di Novara. Stessa cosa per l’AlbinoLeffe con un piccolo distinguo: il tecnico avrebbe riferito di aver appreso da Stellini, qualche mese fa a indagine in corso, di un contatto avuto tramite Carobbio per calmare gli animi. Alla fine della gara d’andata era infatti scoppiata una rissa. Alla base delle accuse di Carobbio, secondo Conte e i suoi avvocati, ci sarebbe un «forte risentimento» e «rapporti guastati da tempo». Acredine aumentata e incancrenita per via della oramai nota lite tra mogli. In pratica un pentito credibile, ma che ha raccontato delle bugie per motivi personali. Palazzi dovrà pesare la difesa del tecnico bianconero e contrapporla a Carobbio. Sulla gara di Novara le accuse non hanno trovato nessuna conferma alle parole di Carobbio. In ogni caso se arriverà una archiviazione o un deferimento (omessa denuncia per l’AlbinoLeffe?) lo sapremo tra un paio di settimane. Nel frattempo non sono da escludere altre audizioni. A iniziare da Stellini, collaboratore di Conte, tirato in ballo da Carobbio anche per Siena-Varese.

Conte era arrivato in procura alle 15 e 15: accolto dai giornalisti e da alcuni tifosi juventini. Alcuni anche stranieri che di sicuro non potevano sapere nei dettagli gli addebiti mossi a Conte da Carobbio: «L’allenatore ci aveva informato durante la riunione tecnica dell’accordo per un pari» aveva messo a verbale per la gara di Novara; «Tutti fummo concordi, giocatori e staff tecnico, a lasciare la vittoria agli avversari» le parole usate per la sfida contro l’AlbinoLeffe. Ieri i legali hanno contrattaccato: nel primo caso non c’è uno straccio di riscontro, nessun giocatore ha ascoltato quelle parole anzi tutti hanno ricordato frasi cariche di una adrenalina positiva; il comportamento di Carobbio è ambiguo e durante la settimana era in contatto con gli zingari per combinare la gara; cambia versione (e si discosta dall’altro pentito Gervasoni) e accusa l’allenatore dopo aver dato spiegazioni diverse a gip e pm; nel secondo episodio Conte non sapeva nulla di eventuali accordi presi con gli avversari. La sfida non è finita, ma da ieri sera il tecnico della Juventus si sente molto più tranquillo.