SERIE A SACCHI – Il calcio italiano per permettere ai giovani talenti di crescere in maniera adeguata ha bisogno di scuole e accademie che permettano loro di studiare e giocare a calcio. Ne è convinto anche il coordinatore delle giovanili azzurre Arrigo Sacchi. “Oggi in Italia solo la Juventus ne ha aperta una, in Francia iniziarono nel 1970, in Germania dopo la crisi del 2000, negli ultimi anni anche Svizzera e Austria hanno investito su queste strutture; una Accademia permette di svolgere in una settimana il lavoro che normalmente si fa in un mese. Siamo ormai ad un calcio globale – ha spiegato Sacchi a calciomercato.it – dove si è squadra nei concetti e nello spirito. Per questo, le società devono scegliere, come impostato nel Club Italia, una congiunzione tecnica almeno dai Giovanissimi alla Primavera, così da sfruttare la sinergia del lavoro su più anni. Detto questo – prosegue – bisogna arrivare ad una Squadra Riserve, ancor di più dopo la riforma dell’età del campionato Primavera. Perché è impensabile che le società lascino la rifinitura di un atleta costruito negli anni ad altri – ha concluso Sacchi dalle parole riportate da Mediagol.it – talvolta a società non affidabili sotto il profilo tecnico per la necessità dei risultati o le contingenze che impongono di far giocare i giocatori esperti”.
Stella Dibenedetto – www.calciomercatonews.com
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