CALCIO BULGARIA VESELIN MARESHKI / Se l’iniziativa di Veselin Mareshki, presidente della Lokomotiv Plovdiv dovesse trovare dei sostenitori/seguaci, saranno tempi duri per giocatori e allenatori se a una inattesa sconfitta contro una squadra più debole dovesse seguire una bella seduta collettiva con la famigerata macchina della verità. E’ accaduto sabato scorso nel massimo campionato bulgaro: la Lokomotiv gioca sul campo del Botev Vratsa, squadra che occupa l’ultimo posto con zero punti dopo cinque giornate, due reti segnate e ben 15 subite. Non è che il rendimento dei «ferrovieri» di Plovdiv, campioni nazionali nel 2004, sia migliore rispetto agli avversari, anche se sono ancora imbattuti, avendo vinto una partita e pareggiato le restanti quattro, staccati di ben 11 lunghezze dalle due battistrada Levski Sofia e Ludogorets. Nessuno può quindi immaginare che la trasferta nella cittadina del nord-ovest della Bulgaria possa concludersi con una sconfitta. Ed invece, la Lokomotiv viene battuta 1-0. La rete porta la firma di Massimiliano Ammendola, 22 anni, centrocampista napoletano di Pollena Trocchia, cresciuto nelle giovanili del club partenopeo e approdato in estate a costo zero nel Botev. Al presidente della Lokomotiv l’inatteso ko non è andato proprio giù e in lui si è insinuato il forte dubbio di una combine con risvolti legati al scommesse clandestine. La Bulgaria è considerata una delle centrali in cui si lavora per «cambiare» i risultati delle partite di mezza Europa. Per Mareshki c’è un solo modo per sapere se nella sua squadra ci sono collaboratori «infedeli», che si sono accordati sottobanco con gli avversari: sottoporre tutta la squadra e l’intero staff alla macchina della verità, visto che la lotta delle autorità federali finora si è mostrata inefficace. Un modo poco ortodosso, che il massimo dirigente ha giustificato così: «Non ci sono assicurazioni contro le sconfitte, ma questa è proprio una sconfitta strana. Ritengo che il fair play e l’onestà siano le cose più importanti, quindi ho deciso di sottoporre tutti al “Lie detector”». E’ da diverso tempo che il football di Sofia e dintorni è caduto in mano alla malavita locale che ha trovato il supporto di alcune organizzazioni criminali straniere. Il volume d’affari delle scommesse legate al calcio è particolarmente redditizio, alterando l’andamento delle partite e, addirittura, dei campionati, a tutti i livelli. Ultimamente, la under 19 dello Spartak Pleven è stata estromessa dal suo torneo di categoria perché pescata con le mani nella marmellata. Le inchieste della locale Federcalcio evidentemente non bastano più. Ed allora a Plovdiv ci si è affidati a un giudice… imparziale.
Fabio Alberti – www.milanlive.it
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