A poche ore dalla sfida di campionato con il Milan, il presidente del Verona, Maurizio Setti, ha parlato dell’argomento razzismo alla Gazzetta dello Sport: “Come abbiamo affrontato i nostri ultrà? Gli abbiamo spiegato che noi teniamo ai comportamenti. Gli abbiamo chiesto di essere etici, li abbiamo coinvolti. Verso di loro siamo rigidi o protettivi, dipende dalle situazioni. Se sono razzisti? Ma no, il razzismo vero è un’altra cosa. Ci sono quelli che fanno buhbuh per attirare l’attenzione, perché sanno che così vanno sui giornali e in tv. E ci sono quelli che si accodano, perché “se lo fanno gli altri lo faccio anch’io”. Parliamo di poche decine di persone. Qualcosa però non torna. I buhbuhbuh vengono puniti e va bene, ma perché nessuno dice niente quando in trasferta per 90 minuti urlano “devi morire” al nostro allenatore Mandorlini o se a Livorno intonano canti a favore delle foibe? Tre dei “daspati” a Livorno per i cori contro il povero Morosini non avevano il biglietto: perché sono entrati? Tutti devono fare il proprio dovere, non soltanto le società. Dobbiamo guardare all’Inghilterra: lì se invadi in campo finisci in carcere. Certezza della pena”.
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