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JUVENTUS 2013-2014 EDITORIALE – C’è solo un aggettivo per ben definire i contorni di questa Juventus di inizio campionato, e questo è cannibale”. Non tanto per la “fame” di vittorie, termine usato ed abusato in questi tempi di “Contiana” gestione bianconera, ma quanto per l’irruenza, sportiva s’intende, con cui gli uomini in bianconero aggrediscono il campo. Trame di gioco ripetute allo sfinimento, un giro palla a tratti irridente nei confronti dell’avversario, corsa ed applicazione mentale costante da parte di tutta la squadra. In sintesi: sacrificio. Ed è un sacrificio compiuto da tutti gli 11 bianconeri. Perché con Antonio Conte funziona così: corri, aggredisci, gioca per la squadra, ripeti il tutto fino al 90°, o il tuo futuro è accanto ai suoi assistenti tecnici, in panchina. Un esempio lampante di questa filosofia? La dedizione di Mirko Vucinic. Chi si sarebbe mai immaginato che il montenegrino, spesso criticato per la svogliatezza espressa nel rettangolo di gioco, dopo una partita di polmoni e genialità, quasi vicino allo scadere del 45° del secondo tempo, potesse andare a recuperare un pallone in scivolata quasi a centrocampo (esempio liberamente tratto da Juve-Lazio 4-1 nda)? Applicazione, abnegazione, aggressività. Cannibalismo per l’appunto. Per una Juve che si candida certamente ad essere una delle più forti della storia bianconera. Rispondiamo subito a chi possa far passare per blasfemia questo assunto: è vero, in questa Juve non si rintraccia il tasso tecnico della Juve di Capello, che poteva vantare talenti del calibro di Nedved, Ibrahimovic, Cannavaro, Vieira, Del Piero, Trezeguet, Zambrotta e chi più ne ha più ne metta, o le elevate qualità della Juve di Lippi, quella di Trapattoni o tante altre ancora. La Juve di Conte si differenzia per altre peculiarità: il gioco ad esempio, intelligente e martellante, offensivo ma compatto. E’ una squadra che ha un’anima ben visibile, quella di Conte, che ha una rabbia agonistica tale da entusiasmare il pubblico. E’ una Juve che non teme i paragoni con il passato, e che vanta un allenatore, il vero fenomeno di questa squadra, già nell’olimpo dei tecnici bianconeri dopo sole due stagioni e 3 partite ufficiali. E’ una Juve forte, forse la più forte di sempre, soprattutto grazie al suo tecnico: spietato in campo ed in sala stampa, maniacale  negli allenamenti settimanali, fumantino durante le gare. In una parola cannibale. Come la sua Juventus, forse la più forte di tutti i tempi.

Mauro Piro – www.calciomercatonews.com

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