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Zarate attacca Lotito: “Era lui a pagare gli striscioni degli ultras contro di me”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:29
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ZARATE LAZIO LOTITO – Mauro Zarate, ex attaccante della Lazio, oggi in forza al Velez, è tornato a parlare della sua avventura italiana e dei problemi avuti con la Lazio e con Lotito ai microfoni di Goal Argentina. Ecco le sue dichiarazioni: “In Serie A serve adattarsi, è un calcio molto tattico. I primi due anni alla Lazio sono stati molto belli, poi dal terzo si è tutto complicato”.

Poi il passaggio all’Inter: “Era un gran gruppo, ma ho avuto la sfortna di firmare con un club così grande senza poter vincere niente. Vorrei andare in una squadra importante ma per vincere, per stare bene ed essere protagonista. Troppa differenza con la Lazio? Forse, ma stando a Roma la Lazio è molto importante, è la capitale e si vive in modo molto intenso. Il derby è una partita diversa, è interessante l’attesa e la settimana successiva. Anno difficile, tanti cambi. All’inizio le cose mi andavano bene, poi è cambiato tutto. Con Stramaccioni ho ripreso fiducia con il campo, giocando le ultime partite senza raggiungere l’obiettivo Champions. Cosa mi ha colpito dell’Italia? Ammiravo Zanetti e Maldini, oltre all’Inter di Mourinho”.

Al rientro alla Lazio iniziano i problemi: “Quando sono tornato ho parlato con Lotito per andare via, ma mi disse che voleva cedermi in Russia. Io non ero interessato, quindi sono rimasto sei mesi fuori. Il tecnico mi ha fatto giocare due partite, poi mi ha detto ‘Fai quello che vuoi’. Così ho parlato con i dirigenti di una squadra (la Dinamo Kiev, ndr) ucraina, era tutto perfetto”.

A gennaio 2013, Zarate è stato vicino alla cessione: “Ho dovuto organizzare diverse cose con la Lazio, ci sono stati diversi disaccordi ed è saltato tutto. Era una bella sfida, giocavano in Champions. Non vedevo l’ora di giocare. Insistevo ogni giorno di voler andare via, ma cadevano tutte le possibilità. Quindi sono andato a processo, quello che mi hanno fatto era illegale. Così con il permesso della FIFA ho potuto continuare a lavorare”.

Prima di passare al Velez un triste periodo per il sudamericano: “E’ stato un anno durissimo, mi sono allenato sei mesi senza giocare. E altri sei mesi senza nemmeno allenarmi. E’ stato orribile. La mia famiglia mi ha fatto riprendere, invece di rinchiudermi in casa mi sono allenato da solo”.

Alla fine attacca Lotito: “Mi rendo conto che avrei dovuto gestire differentemente i primi due anni alla Lazio. Ma c’è da dire che il presidente fece sì che gli ultras mi contestassero. C’erano degli striscioni che costavano una fortuna, i soldi non li mettevano loro. C’erano anche fuori dal nostro campo allenamento. Altri cartelli venivano rimossi, i miei rimanevano sempre intatti…”.

Stella Dibenedetto – www.calciomercatonews.com