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Calciopoli, Moggi si rivolge alla Corte Europea dei Dirittti dell’Uomo: “Hanno distrutto la Juventus”

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MOGGI CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO – Nuovo capitolo di Calciopoli. Luciano Moggi, dopo la radiazione, ha deciso di non arrendersi rivolgendosi direttamente alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo. Nei documenti presentati dall’ex dirigente della Juventus, viene messo in evidenza il vero scopo di Calciopoli: distruggere la Juventus e favorire le rivali, prima fra tutte l‘Inter che è stata la squadra che ha goduto di più di tutta la vicenda visto che ha ottenuto a tavolino il titolo di Campione d’Italia. Questo è quanto scrive l’Espresso che ha potuto visionare il ricorso presentato dai legali di Luciano Moggi:

Quello previsto nei regolamenti sportivi, ma piuttosto quello di penalizzarlo allo scopo occulto di favorire altre concorrenti società sportive, prima fra tutte l’Inter, che è risultata la vera beneficiaria di tutta la vicenda, ottenendo a tavolino ciò che non aveva ottenuto sul campo: il titolo di campione d’Italia”.

Nel 2006, scrivono i legali, quando venne nominato commissario straordinario della Figc, Guido Rossi assunse un «atteggiamento che apparì subito come un avallo alla fantasiosa “ipotesi di lavoro”, fondata essenzialmente su “brogliacci” di intercettazioni telefoniche trasmesse alla Figc da alcune procure penali (in particolare Torino e Napoli) e illecitamente utilizzate dalla stessa Federazione per colpire» Moggi, secondo la quale l’ex dg della Juve «sarebbe stato uno dei fautori e “gestori” della “cupola”, unitamente ad arbitri, dirigenti federali (compreso il presidente della Figc), altri dirigenti di società».

«Il Calvario di Moggi», si legge nel ricorso, «è iniziato a metà del 2006 e non si è ancora concluso perché dapprima i giudici sportivi hanno respinto le impugnazioni attivate secondo le regole di giustizia domestica dettate dalla Figc e dal Coni, e poi il giudice amministrativo competente ha respinto (in primo grado) il ricorso contro le decisioni sportive e ha declinato (in secondo grado) la propria giurisdizione, senza che il giudice competente (la Cassazione) ritenesse di dover indicare quale magistratura avrebbe dovuto controllare l’operato degli organi sportivi».

Ora spetterà ai giudici di Strasburgo sancire l’addio definitivo di Moggi al calcio o l’assoluzione.

Stella Dibenedetto – www.calciomercatonews.com