Livorno-Juventus, Conte è preoccupato: abbiamo molte defezioni

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JUVENTUS CONTE CONFERENZA STAMPA- Nella consueta conferenza stampa che precede le partite di campionato, Antonio Conte ha parlato della partita che la sua Juventus giocherà a Livorno: “Non è stata una settimana semplice. I calciatori sono arrivati in momenti differenti e svolto programmi specifici. Stiamo provando diverse soluzioni. Abbiamo un’organizzazione che regge ad ogni situazione. Il lato positivo è che avere tanti Nazionali in organico vuol dire avere una rosa forte, ma poi quando capitano settimane come questa diventa difficile preparare una partita e ti ritrovi costretto a doverlo fare in poco tempo. Barzagli? E’ tornato infortunato dalla nazionale e non sarà a disposizione per Livorno. Non so se ci sarà per la partita di Champions contro il Copenaghen. Su di lui è stata fatta anche ironia e dispiace, perchè sono trapelate solo cattiveria e fesserie. Andrea è un ragazzo serio che tiene sia alla Juve che alla Nazionale. E’ un momento eccezionale ma non deve essere un alibi ma darci motivazioni per fare meglio. Il nostro è un ruolino straordinario che solo un po’ la Roma ha offuscato, ma dobbiamo fare ancora di più dell’anno scorso perchè la concorrenza è agguerrita”, ha sottolineato il timoniere bianconero ai cronisti presenti. Il Livorno sta onorando questo campionato nel migliore dei modi. Ha un bravo allenatore e sappiamo che la partita di domani pomeriggio sarà dura. Pirlo? Andrea ha fatto cose importantissime in due anni. Mi auguro che continui a fare quello che ha fatto fino ad oggi. E’ importante per noi, un campione sotto ogni punto di vista e i campioni sono importanti se si vuole vincere. Questo intendo quando mi auguro che ce lo conservino a lungo. Non avere i nostri sostenitori per due match in quel settore rappresenta un danno ingente per noi, ma mi piacerebbe che i bambini in curva siano insieme ai tifosi. Sarebbe il segno più bello e una responsabilità per tutti in un clima di grande educazione. Pogba? Paul deve ringraziare se stesso prima di me. Lui può diventare un grandissimo e deve esserci sempre con la testa. Ho visto tanti ragazzi più forti del sottoscritto in passato, eppure sono finiti a giocare tra i dilettanti. Oltre al talento ci vuole la determinazione”.