MILAN PIRLO ISTANBUL – Adesso non ha proprio intenzione di voler appendere gli scarpini al chiodo, ma qualche tempo fa, Andrea Pirlo, di dire basta con il calcio ci aveva pensato eccome. Intervistato dal Daily Mail, il centrocampista della Juventus, ha raccontato il suo punto di vista a proposito della tragica sconfitta per il Milan nella finale di Champions League contro il Liverpool: “Ho pensato di smettere, credevo che nulla nello sport avesse più senso. Quella finale mi aveva svuotato: ancora adesso non ho idea di come sia potuto succedere, ma la verità è che quando l’impossibile diviene realtà, qualcuno lo prende il quel posto. In quel caso a farlo fu tutto il Milan: un suicidio di massa. Quando finì quella tortura, ci ritrovammo negli spogliatoi dell’Ataturk: non riuscivamo a parlare e a muoverci. Mentalmente eravamo a pezzi. E col passare delle ore fu anche peggio: insonnia, rabbia, depressione. Avevamo inventato una nuova malattia: la sindrome di Istanbul. Non mi sentivo più un giocatore, ma cosa ancora peggiore non mi sentivo nemmeno un uomo, non osavo più guardarmi allo specchio. Credevo che la mia storia calcistica fosse finita. Non ho più quella gara, fa troppo male. Ma fu un messaggio per le generazioni future: se ti senti invincibile, stai facendo il primo passo su una via di non ritorno”.
La redazione di Calciomercatonews.com
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