Top 50 del campionato Primavera, ecco chi saranno i campioni del futuro

Calcio Catania v SS Lazio - Juvenile Match

TOP 50 CAMPIONATO PRIMAVERA CAMPIONI DEL FUTURO – Si sta svolgendo, proprio in questi giorni, la fase finale del Campionato Primavera Tim, la competizione italiana per club che premierà la migliore rappresentativa Primavera italiana. Si sono viste delle belle individualità quest’anno, grandi squadre, ottimi allenatori e, soprattutto, straordinari talenti che si spera possano nel giro di pochi anni andare a rinforzare la nostra Serie A. IlCorriereLaziale.it, ha redatto come ogni anno la Top 50 dei calciatori del campionato Primavera. Ve la riproponiamo, auspicandoci che tra questi 50 possano uscire i nuovi fenomeni del nostro campionato:

“1. Joseph Marie Minala
24.08.1996/centrocampista/Lazio
12 presenze/6 reti/987 minuti

Un anno fa, Keita Balde Diao s’impose come miglior giocatore del campionato Primavera cambiando il volto della Lazio, poi campione d’Italia, nella seconda metà della stagione. Minala ne ha ripercorso in tutto e per tutto le orme, peraltro mettendo già in cascina il primo trofeo stagionale, la Coppa Italia. Ex Vigor Perconti e volto già noto del calcio laziale, una sua foto alla prima convocazione in prima squadra ha scatenato un clamoroso caso riguardante i dubbi sulla sua età. Clamoroso perché si è scatenata una ridda di ironie per il suo aspetto, che ha messo completamente in secondo piano le valutazioni tecniche sul suo conto. Peggio per gli altri: oltre a dimostrarsi un autentico dominatore del centrocampo, Minala ha messo in luce una confidenza con il gol estrema. Le gemme in finale di Coppa Italia contro la Fiorentina e nel derby di ritorno, tra le ironie del pubblico giallorosso letteralmente gelato ai suoi gol, sono state la rivincita migliore. L’esordio in Serie A, però, come soddisfazione non si batte. E lo scudetto Primavera? Chissà…

2. Luzayadio Bangu
10.10.1997/centrocampista/Fiorentina
25 presenze, 15 reti, 1947 minuti

Fa paura: è il prototipo del trequartista moderno, quello che gli appassionati di calcio africano sognano da chissà quanti anni. Nato in Congo, nella rarefatta, torrida atmosfera di Kinshasa, a 13 anni è stato al centro di un contenzioso tra Atalanta e Fiorentina, che ha visto uscire vincitori i viola grazie alla testardaggine dell’allora DS Corvino. A diciassette anni ancora non compiuti, ha terrorizzato le difese di Lazio, Roma e Palermo, tutte squadre che saranno presenti alla final eight. Se troverà il 100% di continuità, il suo sarà un futuro inarrestabile.

3. Victor Da Silva
04.01.1995/attaccante/Chievo
22 presenze, 19 reti, 1832 minuti

Dai tempi di Farias, il Chievo ha dimostrato un’attitudine non indifferente nel pescare bomber di razza all’estero. Il ’95 gialloblu, nato nel cuore del Mato Grosso brasiliano, incarna una tradizione che vede il club clivense capace di intercettare già in tenera età prospetti di assoluto interesse. Da Silva ha già attraversato una trafila importante nel settore giovanile veneto, facendosi apprezzare già con gli Allievi. E’ stata questa però la stagione della sua esplosione, con il primo campionato Primavera da titolare inamovibile, categoria nella quale aveva comunque già saputo esordire due stagioni fa. Tutti si accorsero di lui quando, in una strepitosa vittoria per 5-1 contro il Milan, piazzò il suo sigillo con un vellutato pallonetto, dopo una fuga inarrestabile. Il suo pezzo forte è proprio la tecnica sopraffina, abbinata ad un fiuto del gol del quale tutti si sono accorti nel girone B. Ed il miracolo-Chievo, che in Primavera miracolo non è più da un bel pezzo, sembra destinato a lasciare il segno anche nella final eight di Rimini.

4. Alberto Cerri
16.04.1996/attaccante/Parma
20 presenze, 12 reti, 1596 minuti

Lo chiamano “L’Ibra della via Emilia” perché oltre a far sentire la sua importanza in zona gol, sa anche aprire gli spazi ai compagni nel modo che ricorda il celeberrimo Zlatan. Le tante presenze con le giovanili azzurre certificano quanto l’ambiente, non solo quello parmense, creda nelle sua capacità. E quando si abbinano tecnica e potenza fisica alla sua maniera, a soli 18 anni, il futuro sembra già scritto.

5. Mamadou Tounkara
19.01.1996/attaccante/Lazio
13 presenze, 10 reti, 1001 minuti

In una classifica del genere, un predestinato al podio, forse al numero uno. E’ l’evoluzione della specie di un certo tipo di attaccante, sicuramente vale oro quanto pesa. A frenarlo c’è stato però un brutto infortunio, più di due mesi out. E poi qualche squalifica di troppo, per uno come lui nato per essere un leader, un vero peccato. Alla fine ha giocato mezzo campionato: se alla Final Eight sarà al 100%, saranno dolori. Stavolta per gli altri.

6. Alessandro Piu
30.07.1996/attaccante/Empoli
24 presenze/8 reti/1906 minuti

E’ uno che piace già a a molti (Juventus, Manchester City, Atletico Madrid, solo per citare qualche nome “leggero”) perché sa dannatamente farsi piacere. Trequartista dal classico piede buono, non disdegna incursioni da seconda punta che possano nobilitarne l’azione e aumentarne l’imprevedibilità. Pare si intenda a meraviglia con il parmense Cerri in Nazionale: che possano formare una delle coppie del futuro in azzurro?

7. Cristiano Lombardi
19.08.1995/attaccante/Lazio
21 presenze, 11 reti, 1750 minuti

E’ stato una delle armi segrete della Lazio di Inzaghi. Impossibile non apprezzarne i progressi rispetto alla passata stagione, e contestualmente è aumentato anche il peso specifico dei suoi gol. Muovendosi largo, con le sue conclusioni in diagonale è stato la disperazione di tanti portieri. Merita assolutamente una chance tra i grandi, difficile trovare un attaccante capace di coniugare tecnica e grinta come lui.

8. Diego Frugoli
06.03.1995/attaccante/Empoli
24 presenze, 19 reti, 2130 minuti

Con Da Silva è stato il bomber principe del campionato, si tratta di un attaccante capace di svariare su tutto il fronte offensivo, e per questo dotato di un’estrema versatilità. Un giocatore che è capace di sacrificarsi in ogni momento per la squadra, proprio ciò che ogni allenatore di settore giovanile sogna. Non per niente, è stato tra i più presenti, rappresentando con Piu lo straordinario potenziale offensivo stagionale dell’Empoli.

9. Mattia Aramu
14.05.1995/attaccante/Torino
23 presenze, 17 reti, 1979 minuti

Nella piena tradizione del vivaio granata, un talento puro che ha fatto la fortuna del Toro in questa stagione, peraltro vantando una media-gol assolutamente di livello. A soli otto anni ha scatenato un derby con la Juve, con Silvano Benedetti che fece carte false per portarlo al Torino. Il suo piede sinistro è una fonte inesauribile di magie, pià giocare sulla trequarti o a ridosso del centravanti, deliziare il pubblico è sempre la sua missione.

10. Luca Crecco
06.09.1995/centrocampista/Lazio
19 presenze, 7 reti, 1552 minuti

Dall’esordio in Serie A contro la Juventus è passato un anno, ma Crecco continua a crescere ancora con grande convinzione. A volte è mancato un pizzico di continuità, ma nessuno sa innescare con qualità e intuizioni-lampo il centrocampo come ha fatto lui con i Campioni d’Italia. Ora merita una chance ai piani alti, in biancoceleste oppure, come accaduto con Cataldi, in qualche club che sappia valorizzarlo.

11. Jacopo Ferri
05.04.1995/centrocampista/Roma
25 presenze/8 reti/2160 minuti

La fascia destra è il suo territorio: già nella passata stagione aveva fatto vedere la sua stoffa, ma quest’anno, nella “catena” di destra con Balasa, ha saputo fornire un apporto decisivo in più di un’occasione, anche grazie alla sua più che buona confidenza con il gol. Deve acquisire un pizzico di continuità in più, ma a qualche calo d’intensità contrappone un’imprevedibilità su cui pochi possono contare.

12. Ettore Gliozzi
23.09.1995/attaccante/Sassuolo
24 presenze, 16 reti, 1985 minuti

Il Napoli ci ha già messo sopra occhi e mani, tanto che ha giocato la Viareggio Cup in azzurro. Con la maglia del Sassuolo, ha timbrato per sedici volte il cartellino del gol, esplodendo dopo una trafila nel settore giovanile della Juventus. E’ una punta affidabile, capace di andare in gol con regolarità proprio grazie alla continuità di rendimento, che gli permette spesso di trovarsi nel posto giusto al momento giusto.

13. Wladimiro Falcone
12.04.1995/portiere/Sampdoria
19 presenze, -16 reti, 1710 minuti

Ex Vigor Perconti, scuola romana, alla Sampdoria si è imposto come estremo difensore efficace, più attento a lasciare la propria porta inviolata che ai fronzoli dello spettacolo. Il risultato finale di tanto lavoro è un portiere ormai stabilmente nel giro dell’Under 19, capace di restare ben sotto la media del gol incassato a partita, e soprattutto di essere tenuto costantemente d’occhio dalla prima squadra blucerchiata.

14. Diomandé Yann Gondo
25.11.1996/attaccante/Fiorentina
23 presenze, 11 reti, 1786 minuti

Per la giovane età Bangu è capace di rubare la scena, ma Gondo non è stato da meno, portando un contributo più che tangibile soprattutto in zona gol. Il suo idolo è Balotelli, ma lo capiresti anche se non te lo avesse detto prima. Ne è il sosia per movenze e potenza, a parte un pizzico d’entusiasmo in più, e rispetto al centravanti della Nazionale non ci vuole poi molto. Un vero ivoriano sulle orme di Drogba.

15. Anastasios Donis
29.08.1996/attaccante/Juventus
21 presenze/11 reti/1677 minuti

In un’annata con pochi acuti, aspettando la final eight, la Juventus si coccola questo greco nato in Inghilterra, che è stato capace di diventare un’autentica rivelazione. Esploso l’anno scorso negli Allievi Nazionali bianconeri durante il torneo Arco di Trento, è un attaccante tecnico e veloce, imprendibile quando è in giornata, che sconta forse solo un po’ di gap fisico rispetto agli avversari. Da tenere d’occhio con molta attenzione.

16. Lorenzo Filippini
28.07.1995/difensore/Lazio
24 presenze, 0 reti, 2098 minuti

E’ uno degli elementi che, rispetto alla passata stagione, ha fatto registrare i maggiori progressi in tutto il campionato Primavera. Gioca prevalentemente a sinistra, ma all’occorrenza può anche fare il centrale. Una versatilità che va a braccetto con la continuità di rendimento: l’ingresso nell’Under 19 azzurra è il giusto premio per l’applicazione, e soprattutto per il talento messo in luce quest’anno.

17. Michele Somma
16.05.1995/difensore/Roma
23 presenze/2 reti/1965 minuti

Figlio d’arte (il padre è l’allenatore Mario Somma), Michele nel calcio ha già saputo ampiamente dimostrare di saperci stare. La sua stagione, va sottolineato, è stata un vero e proprio crescendo di qualità, e la Roma degli ultimi tempi, che ha saputo letteralmente conquistarsi a morsi la final eight, è riuscita anche grazie alla sua solidità difensiva a ritrovarsi e sentirsi squadra vera.

18. Matteo Gerbaudo
10.05.1995/centrocampista/Juventus
18 presenze/9 reti/1432 minuti

Per Gerbaudo, quella che sta per concludersi è stata la stagione della consacrazione in bianconero, con la firma apposta sul contratto quadriennale che lo legherà alla Juventus fino al 2018. Segno di una fiducia che questo centrocampista col vizio del gol ha saputo ripagare ampiamente, brillando anche sul palcoscenico internazionale della UEFA Youth League.

19. Josip Elez
25.04.1994/centrocampista/Lazio
23 presenze/5 reti/1807 minuti

E’ arrivato a Formello accompagnato da grandi credenziali: difensore centrale di sicuro avvenire, è stato reinventato mediano con grande successo. La svolta stagionale è stata senza dubbio il rigore con “cucchiaio” che ha cambiato le sorti del derby d’andata. Col passare del tempo ha guadagnato punti per tecnica e personalità, dimostrando di sapersi calare perfettamente nel nuovo ruolo che prima Bollini e poi Inzaghi gli hanno disegnato addosso

20. Francesco Di Mariano
20.04.1996/attaccante/Roma
20 presenze/8 reti/1217 minuti

Da Lecce è arrivato con il peso della “benedizione” di Walter Sabatini, che ha scommesso sul suo piede “fatato”. Gli inizi non sono stati semplicissimi, ma col passare del tempo, e soprattutto con il migliorare dei risultati di tutta la squadra, è riuscito a guadagnarsi la stima di De Rossi, e soprattutto ad accendere l’entusiasmo del pubblico di Trigoria. La final eight sarà per lui il palcoscenico del vero esame di maturità.

21. Emanuele Rovini
20.02.1995/attaccante/Udinese
22 presenze, 15 reti, 1876 minuti

Proviene dalla straordinaria scuola dell’Empoli, che in questi anni è stata un po’ la Hogwarts del calcio. Lui da “maghetto” dell’area di rigore è passato già ai gradi di stregone da un bel pezzo, questa per lui doveva essere la stagione della maturità e lo è stata in tutti i sensi, soprattutto sul piano della continuità in zona gol, il che ha aiutato non poco l’Udinese a raggiungere l’obiettivo dei play off.

22. Luca Vido
03.02.1997/attaccante/Milan
13 presenze/4 reti/915 minuti

Ai Mondiali Under 17 ha saputo far vedere di che pasta è fatto, con l’avventura azzurra contraddistinta dai suoi gol. Pur essendo solo un ‘97, con un biglietto da visita del genere ha già saputo farsi notare in Primavera, nel Milan di Inzaghi quest’anno trionfatore a Viareggio. Al di là di quanto già visto e delle emozioni iridate, la certezza è che ne sentiremo ancora parlare, e a lungo.

23. Simone Palombi
02.02.1994/attaccante/Lazio
25 presenze, 15 reti, 2096 minuti

Un bomber che studia alla scuola di Inzaghi non può che crescere sano e forte. Simone Palombi, pur confrontandosi alla Lazio con una concorrenza di reparto spietata, ha saputo spesso sfruttare quella caratteristica che Simone Inzaghi faceva propria da calciatore: essere decisivo con poco spazio e poco tempo a disposizione. Dieci gol, partendo spesso dalla panchina, sono oro colato.

24. Accursio Bentivegna
21.06.1996/centrocampista/Palermo
23 presenze/9 reti/1754 minuti

Se il Palermo ha saputo confermarsi a certi livelli, riuscendo ad approdare tra le otto regine d’Italia, il merito è anche e soprattutto suo. Della sua capacità di muoversi tra le linee, infilarsi dappertutto, trovare gol di pregevolissima fattura. Dico, dove lo trovate uno così?, parafrasando Benigni. Istrionico e imprevedibile, è uno dei gioielli del sud maggiormente in evidenza a livello nazionale.

25. Guido Guerrieri
25.02.1996/portiere/Lazio
13 presenze, -16 reti, 1170 minuti

Si è diviso la porta biancoceleste con Strakosha, spesso impegnato in prima squadra come terzo, e a volte anche come secondo. Lui non ha mai fatto rimpiangere il titolare, anzi spesso ha salvato la squadra con interventi sbalorditivi, come avvenuto per esempio nella semifinale di Coppa Italia contro l’Inter. Il prossimo potrebbe essere il suo anno, è stato già segnalato tra i più promettenti portieri a livello internazionale.

26. Matteo Adamo
29.07.1996/centrocampista/Roma
10 presenze/1 rete/736 minuti

Uno degli elementi più giovani della Primavera allenata da De Rossi, ha iniziato la stagione in punta di piedi, ma è riuscito a guadagnare sempre più credito, fino al boom rappresentato dalla doppietta realizzata nei play off contro l’Inter. D’altronde la personalità non gli è mai mancata durante tutto il cammino nel settore giovanile giallorosso. Brevilineo, riesce ad interpretare più ruoli nella linea di centrocampo.

27. Jacopo Petriccione
22.02.1995/centrocampista/Fiorentina
22 presenze/1 rete/1848 minuti

Ecco uno che al pallone sa davvero dargli del tu: se la Fiorentina quest’anno è stata un blocco unico, lo si deve anche al lavoro di un palleggiatore finissimo come Petriccione, che è finito peraltro sui taccuini di moltissimi osservatori nel corso della Viareggio Cup. Titolare fisso, quest’anno ha lavorato molto con profitto anche sulla tecnica individuale, crescendo in qualità rispetto al già importante temperamento.

28. Federico Bonazzoli
21.05.1997/attaccante/Inter
17 presenze/9 reti/1017 minuti

Un primato Bonazzoli all’Inter se l’è già scritto addosso: è il secondo più giovane esordiente in prima squadra in 105 anni di storia nerazzurra (Inter-Trapani di Coppa Italia). Solo lo “zio” Bergomi ha saputo fare meglio: nel frattempo, si è guadagnato corteggiatori importanti come gli osservatori del Barcellona. Quest’anno ha già lasciato il segno, vedremo se nella prossima stagione spiccherà definitivamente il volo.

29. Alberto Grassi
07.03.1995/centrocampista/Atalanta
15 presenze/3 reti/1132 minuti

“Alzati, vu’ cumprà”: una frase che è costata dieci giornate di squalifica e l’azzurro per Alberto Grassi, centrocampista dell’Atalanta, nei confronti di un giocatore del Verona. Ma poiché qui si parla di tecnica e di calcio, sperando che la sanzione sia stata efficace, bisogna sottolineare che stiamo parlando di uno dei prospetti più interessanti della linea mediana in Italia: speriamo sappia mettersi alle spalle le brutte esperienze.

30. Antonio Barreca
18.03.1995/difensore/Torino
22 presenze/1 rete/1973 minuti

A vederlo scattare sulla fascia, ricorda già la tradizione dei grandi terzini italiani, da Facchetti a Cabrini, da Maldini a Fabio Grosso. Anche lui si muove sulla corsia di sinistra, e fa della rapidità il suo tratto distintivo. Anche troppo: a volte addirittura andrebbe un po’ disciplinato, e infatti non è inusuale osservare il tecnico granata Moreno Longo riprenderlo ed incitarlo. Se saprà concentrarsi di più, diventerà un big.

31. Riccardo Serpieri
15.02.1994/difensore/Lazio
20 presenze/1 rete/1637 minuti

Un vero veterano della Primavera: su di lui ormai non c’è più moltissimo da dire, oltre che rinnovare i complimenti per la personalità e la sicurezza che sa infondere a tutto il reparto difensivo. Costretto a saltare per squalifica la finale di Coppa Italia, il centrale di Inzaghi spera ora di mettere le mani sull’osso più succulento: quello scudetto bis, da conquistare nella Final Eight riminese a inizio giugno.

32. Mihai Balasa
14.01.1995/difensore/Roma
20 presenze/3 reti/1519 minuti

Alla Roma Primavera negli ultimi anni pescare in Romania è venuto naturale. Balasa ha rappresentato senz’altro uno degli investimenti maggiormente azzeccati, potendo contare già su ventidue presenze nel massimo campionato romeno con la maglia della Dinamo Bucarest. Quest’anno ha vissuto un campionato in crescendo: nasce centrale ma si muove naturalmente anche sulla corsia di destra.

33. Gennaro Tutino
20.08.1996/centrocampista/Napoli
23 presenze, 13 reti, 1799 minuti

Centrocampista con licenza di offendere, era uno degli elementi più attesi nel campionato Primavera dopo la straordinaria stagione passata. Un po’ tutto il Napoli è andato sotto le aspettative generali, e lui ha finito con l’accendersi e lo spegnersi ad intermittenza. Il talento però è sempre quello, e il cospicuo bottino di gol dimostra come per gli avversari sia sempre una brutta gatta da pelare.

34. Simone Battaglia
18.03.1995/centrocampista/Roma
19 presenze/2 reti/1627 minuti

E’ il perno, l’anima, il fulcro della squadra di Alberto De Rossi. Un giocatore che a dispetto di un fisico non esplosivo, riesce a tenere in mano le sorti delle battaglie di centrocampo con straordinaria personalità, che gli è valsa anche la fascia da capitano. Qualche black out, che ha più coinvolto tutta la squadra che lui in prima persona, non offusca il grande impatto avuto in categoria quest’anno.

35. Dario Del Fabro
24.03.1995/difensore/Cagliari
8 presenze/o reti/665 minuti

Un difensore che ricade perfettamente nella tradizione dei centrali italiani dall’intervento pulito e dall’eleganza innata. Quest’anno in Primavera ha giocato poco poiché spesso si è ritrovato impegnato in A, dove in poche apparizioni si è già guadagnato l’ammirazione delle big. Nativo della zona settentrionale della Sardegna, è ora chiamato ad essere all’altezza di quanto promesso.

36. Leonardo Capezzi
28.03.1995/centrocampista/Fiorentina
21 presenze/3 reti/1742 minuti

La Fiorentina quest’anno ha saputo conquistare gli osservatori con tante individualità di spicco. Capitan Capezzi di sicuro non fa difetto nel mosaico: Grande personalità, piace tantissimo alle squadre inglesi e sembra che sia diventato il “figlioccio” di Pizarro in viola, che gli insegna i trucchi del mestiere a centrocampo. Se cresce così, può diventare un vero idolo della “Fiesole” nell’immediato futuro.

37. Marco Pinato
09.01.1995/centrocampista/Milan
18 presenze/8 reti/1509 minuti

Fa parte dell’Under 19, ed è uno dei pilastri del Milan di Inzaghi che tanto bene ha fatto parlare di sé nel corso di questa annata. Marco Pinato è un giocatore essenzialmente concreto, rigorista e specialista dei calci piazzati, e soprattutto esterno versatile, capace di muoversi da esterno basso, ma anche e soprattutto qualche metro più avanti. Inzaghi ringrazia e lo fa lavorare, in ottica prima squadra.

38. Francesco Proietti Gaffi
21.05.1994/portiere/Roma
19 presenze, -17 reti, 1710 minuti

Ceccaroni allo Spezia è uno dei volti più noti, avendo cominciato le sue discese sulla fascia già dai tempi dei Giovanissimi Nazionali. In questa stagione ha confermato quanto di buono si dice di sempre di lui, tanto da essere anche ad ottenere la convocazione nel gruppo dell’Under 19. Questa è stata la sua stagione della consacrazione in Primavera, sembra pronto a confrontarsi col palcoscenico della B in maglia spezzina.

39. Gianluca Pollace
25.12.1995/difensore/Lazio
24 presenze/0 gol/1996 minuti

Se il secondo album è sempre il più difficile per un musicista, per un calciatore dopo una grande stagione, la conferma è sempre dura. Tra i migliori talenti italiani, dopo l’exploit della passata stagione, Pollace c’è sempre, con un pizzico di maturità in più, soprattutto a livello difensivo, ma senza perdere quell’esplosività nella corsa che resta il suo tratto distintivo

40. Pietro Ceccaroni
21.12.1995/difensore/Spezia
22 presenze/1 rete/1970 minuti

Dopo una stagione al Fano in Lega Pro, Proietti Gaffi si era ritrovato nel ritiro della Roma di Rudi Garcia quasi di passaggio. Non si è concretizzato un suo nuovo trasferimento, bensì il ritorno in Primavera che ne ha di nuovo esaltato riflessi e talento. Ben coadiuvato da Zonfrilli, ha finito con il tornarci in prima squadra, da convocato per l’ultima trasferta in A.

41. Filippo Berra
06.02.1995/difensore/Udinese
21 presenze/0 reti/1828 minuti

Se il secondo album è sempre il più difficile per un musicista, per un calciatore dopo una grande stagione, la conferma è sempre dura. Tra i migliori talenti italiani, dopo l’exploit della passata stagione, Pollace c’è sempre, con un pizzico di maturità in più, soprattutto a livello difensivo, ma senza perdere quell’esplosività nella corsa che resta il suo tratto distintivo.

42. Ludovico Gargiulo
23.03.1995/centrocampista/Empoli
19 presenze/4 reti/1459 minuti

Elegante fuori, elegante in campo: Filippo Berra è stato uno dei protagonisti dell’eccellente stagione dell’Udinese, ma soprattutto da tempo è sotto l’occhio vigile degli osservatori azzurri. Preparato ed efficace, ha saputo crescere partita dopo partita e il peso specifico dell’Udinese è aumentato di pari passo con quello delle sue prestazioni. Un biondo che può lasciare il segno nel futuro, più della Peroni.

43. Cephas Malele
08.01.1994/attaccante/Palermo
17 presenze/9 reti/1489 minuti

Ogni tocco di palla è un’ispirazione: soprattutto nella Viareggio Cup l’Italia si è accorta di Ludovico Gargiulo, centrocampista mezzo sinistro, che sa come dirigere il traffico nella zona nevralgica del campo. Classe ‘95, ha sicuramente raggiunto un livello di maturità importante, che ora dovrà riuscire a far fruttare nella prossima stagione. Con l’Empoli promosso, potrebbe anche essere catapultato subito in A.

44. Axel Gulin
19.07.1995/centrocampista/Fiorentina
21 presenze/5 reti/1220 minuti

Triestino purosangue, già noto al grande pubblico per essere stato protagonista del reality di MTV dedicato alla Viola Primavera, a Gulin qualche volta andrebbero tirate le orecchie, perché non sempre riesce a dare tutto quello che potrebbe. Ciononostante, le sue qualità da esterno sinistro/trequartista, grazie ad un fisico minuto e scattante, sono causa di veri e propri mal di testa per moltissimi avversari.

45. Thomas Strakosha
19.03.1995/portiere/Lazio
12 presenze/-11 reti/1080 minuti

Dopo lo scudetto dell’anno scorso, si è guadagnato un posto in prima squadra, da terzo e spesso anche da secondo considerano i malanni di Marchetti. Le sue qualità erano già note ai più, non è appariscente ma quando meno te lo aspetti riesce a salvare la situazione, come in Coppa Italia dove si è tolto anche lo sfizio di parare un rigore nella serata di gala all’Artemio Franchi

46. Mario Pugliese
26.03.1996/centrocampista/Atalanta
18 presenze/5 reti/1461 minuti

Un pilastro dell’Atalanta attuale: peraltro anche habitué delle Nazionali giovanili, dai tempi delle triplette piazzate con la maglia dell’Under 18. Ha già debuttato in Coppa Italia in prima squadra, è un centrocampista che può imparare all’ombra di puri talenti made in Italy come Cigarini e Bonaventura, ed anche in questa stagione ha dimostrato di non aver smarrito la confidenza con il gol.

47. Vito Leonetti
16.03.1994/attaccante/Bari
20 presenze/14 reti/1794 minuti

Il Bari quest’anno non ha raggiunto grandissimi risultati, ma negli ultimi anni il club pugliese è riuscito a lanciare alla ribalta eccellenti attaccanti. Vito Leonetti in questa stagione non ha fatto eccezione, timbrando il cartellino per 14 volte in un girone C pieno di avversari quotati come Lazio, Roma, Fiorentina e Palermo, tutte approdate alla final eight scudetto. I biancorossi ci puntano per una svolta autarchica in prima squadra.

48. Marco Moras
10.04.1995/attaccante/Udinese
25 presenze, 13 reti, 2242 minuti

A Udine hanno saputo farci, quest’anno. Diversi elementi interessanti, ma Moras è stato quello senz’altro capace di stuzzicare maggiormente la fantasia dei tifosi friulani. Questo perché l’attaccante, per movenze e fantasia nelle conclusioni, ricorda in tutto e per tutto quel Totò Di Natale capace di dispensare magie. I bianconeri lo hanno pescato dal Portogruaro, ed ora si aspettano grandi cose da lui anche in ottica prima squadra.

49. Alessandro Gatto
02.02.1994/attaccante/Verona
25 presenze, 15 reti, 2096 minuti

Una capacità ha contraddistinto per tutto l’anno il bomber scaligero: quella di non mollare mai, nemmeno quando le partite sembravano compromesse per l’Hellas. Proprio per questo ha saputo imporsi come bomber dai gol pesanti, in evidenza anche nell’ottima Viareggio Cup giocata dalla formazione gialloblu.

50. Filip Jankovic
17.01.1995/centrocampista/Parma
16 presenze/1 rete/1094 minuti

Velocità, ultimo passaggio, capacità di leggere il gioco con quell’attimo decisivo di anticipo rispetto agli avversari. Dalla Stella Rossa al Parma, Jankovic era arrivato in Italia con queste credenziali, in gran parte rispettate, mentre studiava all’ombra della prima squadra di Donadoni.

 La redazione di Calciomercatonews.com