MONDIALI BRASILE 2014 – I Mondiali sono una competizione particolare per svariati motivi ma l’edizione attuale rischia di essere fin troppo speciale. Primo: dando un’occhiata al tabellone degli ottavi di finale si leggononumerose outsiders. È il caso di Cile, Nigeria, Algeria, Messico, Costa Rica, Grecia, Svizzera e Usa. Tutte queste Nazionali hanno superato il proprio girone qualificandosi alla fase ad eliminazione diretta mentre alcune tra le compagini più quotate sono state clamorosamente eliminate (vedi il caso di Italia, Spagna e Inghilterra). Secondo: dove sono finiti i numeri nove? I bomber sembrano essersi smarriti nella foresta amazzonica. Leggendo la classifica dei marcatori si nota come al comando vi siano giocatori che di mestiere non sono attaccanti di razza, centravanti all’antica per intenderci. Finché il ciclo del Barcellona era in auge andava di moda il falso nueve ovvero qualcosa a metà strada fra un centrocampista e una seconda punta. Oggi, dopo un periodo di offuscamento, sono tornati alla ribalta i “10” puri; più nel dettaglio ci riferiamo a quelli elementi talentuosi capaci di rompere l’equilibrio di una partita (non sempre hanno il numero dieci sulla schiena anche se lo meriterebbero per caratteristiche). D’altra parte questa Coppa del Mondo si gioca in Brasile, terra del calcio spettacolo e i fantasisti non potevano certo non rispondere presente all’appello del Dio del pallone.
IL “10” HA SPODESTATO IL “9”?
Attualmente il capocannoniere del Mondiale è James Rodriguez, stellina della Colombia al comando con cinque reti: Pekerman lo ha fin qui schierato spesso e volentieri largo a sinistra con licenza di accentrarsi per dare sfogo a tutta la sua classe. Mossa fin qui vincente a giudicare dai risultati. A seguire troviamo Messi e Neymar appaiati a quota quattro gol: entrambi sanno come si segna, soprattutto la Pulce, ma nessuno dei due è propriamente un uomo d’area di rigore: l’Argentina per quel compito avrebbe Higuain, ancora a secco, mentre il Brasile Fred, fermo a quota una marcatura. Sempre a quattro reti troviamo Muller della Germania, una delle poche squadre, quella tedesca, carente di bomber puri; eccezion fatta per il logoro ma mai finito Klose, mancano numeri nove. Il panzer può però contare sull’eclettico giocatore del Bayern Monaco, non propriamente un fantasista ma neppure un attaccante classico. Gli attaccanti di razza non hanno sin qui brillato: Balotelli, Rooney, Cavani e Diego Costa hanno fatto una fatica pazzesca e spesso non hanno soddisfatto le attese. Gli unici due ad aver veramente convinto sono stati Benzema e Van Persie, tutti e due autori di tre reti rispettivamente con Francia e Olanda. In Brasile comanda la fantasia.
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