INCHIESTA – Diventare ‘grandi’ grazie ai fondi d’investimento: il caso del Valencia

Valencia
VALENCIA MENDES – Il Valencia è una delle squadre più popolari della Spagna e, nel 2006, figura tra le prime 20 società più ricche del mondo in base agli introiti. Tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del Duemila, il club iberico ottiene notevoli successi in patria e in Europa. A rovinare i piani ecco però la stagione 2008/2009 quella in cui il Valencia viene travolto e schiacciato dalla crisi finanziaria. I risultati in Liga tradiscono le attese e, parallelamente, il presidente Vicente Sorian si dimette a causa delle numerose polemiche ricevute (al suo posto arriva Manuel Llorente). Il club aveva annunciato la costruzione del nuovo stadio (Nueva Mestalla) ma il grave collasso del mercato immobiliare unito alla stretta sui prestiti fa emergere uno scenario inquetante. Il Valencia è indebitato fino al collo: 500 milioni di euro nel 2009, 240 dei quali nei confronti di Bancaja, una delle allora entità bancarie più importanti della Comunidad Valenciana, legata a sua volta alla Generalidad Valenciana. Questa, per incassare i crediti, ha voluto a tutti i costi salvare la società sull’orlo del fallimento chiedendo l’azione della regione valenciana: insomma, una sorta di nazionalizzazione del club gravante sui cittadini. Infatti, nell’agosto 2009, il Valencia tira un respiro di sollievo grazie al supporto del governo regionale che gli garantisce un’iniezione di liquidi con un basso tasso d’interesse per 74 milioni di euro. Nel corso degli anni, come se non bastasse, la squadra metterà in vendita i suoi giocatori più rappresentativi per raccimolare altro denaro: è il caso di David Villa, Juan Mata, Jordi Alba, David Silva, Raul Albiol e Roberto Soldado. Arriviamo al 2011 quando Llorente annuncia la ripresa dei lavori per la costruzione del nuovo stadio grazie a un accordo stipulato con Bankia, entità bancaria spagnola nata nel 2009 in seguito all’unione di sette istituti di credito fra cui Bancaja; è però soltanto un’illusione perché Goirigolzarri, presidente dell’istituto, stoppa tutto a causa di alcuni accordi economici non rispettati dal Valencia. I tifosi del Murcielago incassano l’ennesimo colpo apprendendo che i debiti della loro squadra ammontano a 400 milioni di euro con le entrate che arrivano a malapena a 100. Intanto, nel 2013, il Tribunale di Valencia emette una sentenza molto importante: la liquidità concessa al Valencia nel 2009 dalla Generalidad Valenciana è illegale. Con l’avallo dei milioni di euro di fondi regionali annullato, il club finisce sotto il controllo di Bankia (che come abbiamo visto ha inglobato Bancaja). Il nuovo presidente, Amedeo Salvo, fa il punto della situazione: i debiti ammontano adesso a 275 milioni di euro, sempre un’enormità ma meno rispetto al passato grazie prevalentemente alle cessioni dei top players. Una squadra piena di debiti non è però un business conveniente e Bankia se ne accorge presto arrivando a mettere in vendita il Valencia: nessun piano sostenibile per rendere effettivo il rifinanziamento arriva agli orecchi dell’istituto quindi l’unica soluzione è quella di cercare investimenti, o meglio, investitori.

LIM E IL CONTROLLO DI MENDES – Dopo un lungo tira e molla durato oltre 9 mesi, Peter Lim acquisisce il 70% delle azioni del Valencia. L’ufficialità arriva soltanto nell’ottobre 2014 quando il tycoon 61enne di Singapore riesce a trovare l’accordo per la rinegoziazione del debito con Bankia la quale finanzia parte dell’acquisizione. L’accordo tra Lim e la Fondazione Valencia CF c’era già dal 17 maggio ma restava da trovare l’intesa con l’istituto bancario: ufficialmente la squadra spagnola aveva debiti pari a 360 milioni di euro e, di questi, 220 spettavano a Bankia mentre un’altra fetta alla Generalidad Valenciana. Lim mette subito mano al portafogli e promette un investimento iniziale pari a 400 milioni di euro: parte di questa somma serve per il ripianamento dei debiti, l’altra per riprendere i lavori del famoso nuovo stadio. Per la ricostruzione della squadra, l’asiatico si affida all’amico Jorge Mendes. In breve tempo l’agente, boss dell’agenzia Gestifute legata, secondo alcuni, a vari fondi d’investimento, inizia a portare a Valencia giocatori di livello incassando laute commissioni. Assistiamo a una sorta di controllo totale da parte di questo agente sui trasferimenti del Valencia. Il tassello numero uno è rappresentato dal nuovo allenatore: via Juan Antonio Pizzi, dentro Nuno Espìrito Santo che nel lontano 1996 fu uno dei primi assistiti dell’agente portoghese. Ma è il calciomercato in entrata che impressiona sia per la mole di denaro spesa, grazie alle risorse di Lim, sia per i giocatori strettamente legati a Mendes che sbarcano al Valencia. Soltanto un caso? Assolutamente no. Nella sessione estiva di calciomercato in preparazione alla stagione 2013-2014 arrivano nel club alcuni giocatori legati, direttamente o indirettamente, a Mendes: è solo un antipasto rispetto a quanto accadrà sotto la gestione di Lim, pochi mesi più tardi. Ecco i casi più eclatanti. L’acquisto dell’ex Parma, Dorlan Pabòn, dal Monterrey è stato effettuato contando sull’appoggio del fondo Doyen Sport il quale, in cambio del 50% dei diritti economici – non federativi – sul giocatore, ha pagato metà dei 7,5 milioni di euro chiesti dai messicani. Non solo: il Valencia deve pagare il 10% d’interesse a stagione al fondo e, in caso di arrivo di un’offerta superiore a 7,5 mln, dovrà accettarla a meno di non pagare a Doyen la medesima somma. Nella stessa estate arriva anche Helder Postiga, attaccante in stretto contatto con Mendes che, secondo alcuni quotidiani, sarebbe l’agente del giocatore stesso. Il portoghese avrebbe mediato inoltre per l’acquisto Rùben Vezo dal Vitòria Setùbal e avrebbe acquistato anche il 50% del cartellino del giovane Fede Cartabia, prodotto della cantera valenciana. Viste le polemiche, il Valencia emetterà un comunicato ufficiale riguardo le situazioni di Pabòn, Vezo e Cartabia ritenendosi estraneo da ogni insinuazione anche se permangono forti dubbi. Nel mercato invernale è la volta di Nicòlas Otamendi acquistato per 15 milioni di euro e girato in prestito all’Atletico Mineiro: investimento folle, considerando la situazione economica in cui verte il Valencia, subito collegato al possibile contributo di Doyen. Nella stagione successiva assistiamo a un bis ben più consistente contornato da altri trasferimenti ‘particolari’. Dal Rio Ave arriva Filipe Augusto, appartenente alla famigerata ‘scuderia Mendes’ quindi dal Benfica ecco Joao Cancelo (costato circa 14 milioni di euro) oltre che Rodrigo e Andrè Gomes. Questi ultimi due, arrivati in Spagna in estate, sarebbero stati ceduti dalle Águias nel gennaio 2014 al fondo d’investimento Meriton Capital Limited, controllato da Lim e prossimo, come abbiamo visto, a Jorge Mendes, per una cifra complessiva pari a 45 milioni di euro: escludendo i bonus, 15 per Gomes, circa il doppio per l’attaccante. Piccolo particolare: le due offerte sono state fatte proprio da Mendes. Per aggiungere altra nebbia sulla cervellotica operazione sottolineamo che ufficialmente entrambi risultano in prestito annuale nella squadra spagnola e poco o nulla sappiamo sulle cifre reali: i misteri del calciomercato. Proseguendo nella nostra lista, lo stesso agente portoghese ha consigliato a Lim di non utilizzare 24 milioni di euro per prelevare Guarin dall’Inter bensì per acquistare Negredo dal Tottenham (rappresentato da Doyen). Infine ecco l’ultimo colpo del Valencia: Enzo Perez dal Benfica. Il centrocampista è stato pagato 25 milioni di euro e – esattamente quello che state pensando – il suo agente risulta essere Jorge Mendes. La stampa applaude il Valencia tralasciando le varie contraddizioni rappresentate dal ‘burrattinaio’, demiurgo e super intermediario Jorge Mendes, vero autore della rinascita degli spagnoli. È così che il Murcielago potrebbe presto diventare grande: grazie all’aiuto del broker portoghese che, in cambio di commissioni o vantaggi personali, garantisce alla squadra i talenti migliori della sua scuderia. Creando un palese conflitto d’interesse, comportandosi sia da agente sia da consulente di Lim.

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