In casa Parma non cessa il periodo “no”. Dopo la sconfitta di questa sera contro il Chievo, i tifosi hanno deciso di ribellarsi anche contro la nuova società intonando cori contro il presidente Giampietro Manenti che sintentizza il pensiero dei ducali: “Noi vogliamo una società“, per poi esporre uno striscione eloquente che recitava: “Il nostro amore oltre la categoria. Portate i libri in tribunale e andate via”.
Roberto Donadoni, però, non ci sta e nel post partita decide di parlare della situazione societaria: “Non mi è parso un arbitraggio dei migliori, anche se non ha influito sul match ma solo in quell’episodio che comunque ha reso tutto più complicato – ha rivelato a Sky Sport – C’è una nuova proprietà che ha detto che farà delle cose e bisogna aspettare tre-quattro giorni. Non capisco perché non si riesca a stare in silenzio per qualche giorno. Non ce ne sono molti in giro disposti a mettere soldi e non capisco perché non si possa dare fiducia a chi ha detto che farà delle cose: se le cose non andranno per il verso giusto, sarà ovvio fare le considerazioni del caso, ma farle prima mi sembra un tiro al bersaglio”.
Fabiola Carrieri – calciomercatonews.com
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