Cafù in Italia ha vinto sia con la maglia della Roma che con quella del Milan. Si è poi laureato campione del mondo nel 1994 (in America, battendo l’Italia) e nel 2002 (in Corea e Giappone, battendo la Germania). L’esterno brasiliano è andato nella redazione della Bild per raccontare alcuni aneddoti della propria carriera: “Pensando alla partita persa dal Brasile 7-1 sono ancora incredibilmente triste. Nemmeno il più ottimista dei tedeschi avrebbe potuto immaginare un risultato del genere, figuriamoci se me lo aspettavo io. Non mi so spiegare cosa sia successo, sono partite che capitano ogni 100 anni. Anche con Neymar la partita non sarebbe cambiata. il 7-1 fu meritato, per questo sul 7-0 i tifosi si sono alzati in piedi per applaudire”.
Poi un commento sull’avversario tedesco più forte che abbia incontrato: “Klose. Sul campo non fa altro che innervosirti. Non perchè sia cattivo, ma perchè è sempre pericoloso e non ti puoi distrarre un attimo. Non molla nemmeno un pallone, non piagnucola mai e non è mai antisportivo. E poi fa dei gol pazzeschi. Ancora oggi. Per me lui è un vero fenomeno. Il tedesco più “brasiliano” è Lahm: ha una tecnica spaventosa. Può giocare terzino destro, sinistro e come mediano. è fortissimo ovunque e sarebbe perfetto per la Selecao. Non capisco perchè a soli 30 anni si sia ritirato, io gli consiglio di ripensarci. La Germania ha bisogno di lui e lui può togliersi ancora tante soddisfazioni. So bene cosa vuol dire vincere due mondiali. Una sensazione molto più figa della prima volta. Un po’ mi spiace per Dante che era in campo nel 7-1 e che gioca col Bayern. Non so se non gioca più molto per motivi tecnici o meno, ma è un difensore fantastico”.
Infine un’ammissione: “Ancelotti è stato l’allenatore migliore che abbia avuto. Abbiamo lavorato a lungo insieme al Milan. Dà regole ben precise, ma al tempo stesso ti lascia libero in campo. Cosa che, specie per uno come Ronaldo, è importantissimo. E poi ti aiuta anche nel privato. Kroos? Ha fatto bene a lasciare il Bayern. Se un giocatore non si sente valorizzato deve cambiare. A casa ho un museo con tutte le coppe che ho vinto e lì c’è anche la replica della coppa del mondo. Spero che l’originale possa arrivare presto in Brasile”.
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