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INCHIESTA – FIFA, sponsor e partner in fuga. Il governo del calcio adesso trema

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:29
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La Fédération Internationale de Football Association, meglio nota al grande pubblico con il nome FIFA, è l’organo più importante all’interno del mondo del pallone. La mission principale dell’organizzazione, formata da oltre 200 federazioni nazionali, è quella di ‘migliorare il gioco del calcio e promuoverlo globalmente assieme a valori unificanti, educativi, culturali e umanitari‘ con vari programmi di sviluppo. Dalla sede di Zurigo provengono inoltre tutte le decisioni che toccano direttamente o indirettamente il football a partire dalla programmazione delle manifestazioni intercontinentali.

RICAVI STELLARILa FIFA può vantare un conto in banca di oltre un miliardo di euro proveniente in gran parte dalla riscossione dei diritti televisivi della Coppa del Mondo oltre che dai numerosi e ricchi sponsor. Per avere un’idea del potere finanziario dell’organo è utile riesumare alcuni dati relativi ai Mondiali sudafricani del 2010 e a quelli brasiliani del 2014. La prima manifestazione ha fruttato al governo del calcio la bellezza di 2,2 miliardi di euro in diritti televisivi e 740 milioni in sponsor; la seconda rispettivamente 2,7 miliardi di euro e ben oltre un miliardo. Come utilizza la FIFA questi soldi? Circa il 70% delle spese viene utilizzato per promuovere – spiegazione molto vaga – il gioco del pallone nel mondo. Ma nell’enorme giro di soldi che circonda l’organizzazione in molti pagano, pochi ci guadagnano davvero. Ad esempio i paesi che si accollano l’onere di ospitare la Coppa del Mondo sono costretti a sborsare ingenti quantità di denaro tra preparazione degli stadi, infrastrutture, sicurezza e altro. Da questo ricavano però ben poco visto che il grosso dei guadagni viene prelevato dalla FIFA. Sud Africa e Brasile sono i più recenti testimoni: autori di investimenti nell’ordine del miliardo e rimasti con un pugno di mosche.
Da dove arrivano, allora, nel complesso i soldi posseduti dalla FIFA? Come abbiamo visto la grande maggioranza deriva dalla cessione dei diritti televisivi (43,44%) e dal marketing (28,48%); il rimanente fa capo alla voce altri ricavi. Dal 2007 ad oggi il guadagno in milioni di dollari dell’organo è più che raddoppiato: dalla cifra di 882 milioni si è presto saliti fino a toccare quota 2096. L’ultimo report finanziario stilato dal governo del calcio, stilato ogni 4 anni e relativo al periodo 2011-2014, fa registrare un sorprendente +37% alla voce fatturato quantificabile in 5,7 miliardi di dollari complessivi.

SPONSOR IN FUGA? – La maxi inchiesta dello scorso maggio, unita al recente scandalo che ha colpito ancor più duramente Blatter, ha contribuito a screditare ulteriormente la FIFA. Nel mirino della giusizia, la scorsa estate, finirono 7 massimi dirigenti accusati di corruzione e, durante l’inchiesta, vennero a galla particolari agghiaccianti quali tangenti e accordi sotto banco per influenzare marketing, diritti tv e assegnazione dei Mondiali di calcio. Una mazzata, questa, che ha provocato la reazione di Joseph Blatter, da 17 anni presidente dell’organo: lo svizzero non si dimetterà, resterà in carica fino alla fine del mandato (26 febbraio) ma non si ricandiderà. Non solo. Insieme a Blatter la FIFA ha perso diversi sponsor, gli stessi che le garantivano ingenti quantità di denaro (addirittura un terzo dei 4,7 miliardi di euro di fatturato quadriennale) e che ora minacciano rescissioni e cause legali.
Lo scorso novembre Sony ed Emirates, due ex partner principali, hanno deciso di non rinnovare il contratto di sponsorizzazione con il governo del calcio in seguito alle polemiche relative all’assegnazione dei Mondiali in Russia e Qatar. Il colosso giapponese, riporta il Telegraph in un interessante grafico, è stato sponsor FIFA per 8 anni con un contratto stimato in 222 milioni sterline mentre la compagnia aerea ne ha pagati 118,3 per il periodo 2006-2014.
Come conseguenza dei guai giudiziari hanno invece abdicato Castrol, Johnson and Johnson e Continental Tyres; ognuno ha pagato la sponsorizzazione tra i 6,5 e i 16,5 milioni di sterline.
A dar man forte alla FIFA è arrivato il supporto di Gazprom, compagnia russa di gas naturale: contratto di quattro anni per una cifra compresa tra i 52 e 65 milioni di sterline.
Il fatturato derivante da partnership è quindi sceso ma il governo del calcio può ancora contare su diversi major partner di primissimo livello tra cui Visa (che con i suoi 85 milioni di sterline contribuisce al 3,44% dei ricavi da sponsorship totali della FIFA), Adidas (186, 10,06%, sponsorizzazione prolungata), Coca-Cola (290, 11,76% con nuovo contratto fino al 2022), Hyundai (182, 3,33%, estensione fino al 2022). Tra gli sponsor ‘minori’ trovano spazio Oi, Budweiser, Seara, McDonalds e Yingli Solar. Coca-Cola e McDonald’s potrebbero essere i prossimi sponsor a separarsi dalla FIFA.

Blatter

LA RISPOSTA DI PARTNER E SPONSOR – Dopo lo scandalo corruzione scoppiato lo scorso maggio, che si aggiunge alla vera e propria crisi umanitaria scoppiata in seguito all’annuncio FIFA di disputare i Mondiali 2022 in Qatar, ad altissime temperature e sfruttando il lavoro di migranti sottopagati, qual è stata la reazione dei partner e sponsor? Ha provato a chiedere spiegazione ai diretti interessati il Time. ‘Come può la vostra azienda supportare una manifestazione che si svolgerà in Qatar, un luogo dove almeno 1200 persone sono morte per la preparazione della Coppa del Mondo?‘. Alla domanda del settimanale inglese sono arrivate risposte vaghe. Visa si aspetta che la FIFA ‘faccia pulizia per ristorare la propria reputazione‘ mentre per la questione Qatar ‘noi siamo preoccupati per le condizioni dei lavoratori ma spetta alla FIFA fare in modo che ci siano le giuste condizioni di sicurezza‘. Adidas propone invece una sorta di statuto glissando inizialmente sui Mondiali 2022: ‘Il nostro gruppo si basa sull’etica e ci aspettiamo lo facciano anche i nostri partner‘. In un secondo momento è arrivato al Time un ulteriore comunicato dove il noto brand sportivo si fa portavoce della sicurezza dei lavoratori. Hyundai Motors e Kia si associano più o meno a quanto detto in precedenza: sono importanti i valori e la trasparenza, siamo preoccupati per le azioni legali contro la FIFA, monitoreremo la situazione, la FIFA deve assicurasi che in Qatar ci siano le giuste condizioni lavorative. Più pragmatico McDonald’s che ‘intende fare business rispettando i diritti umani‘. Avvertimento chiaro che diventa esplicito quanto la compagnia di fast-food si sofferma sul tema lavoratori in Qatar: ‘Sappiamo che la FIFA sta lavorando con le autorità locali per affrontare questi problemi‘. Coca-Cola si colloca nella stessa linea d’onda e aggiunge in più che ‘la FIFA continui a prendere in considerazione seriamente‘ tali materie. Insomma la risposta generica è sempre quella: ‘ci aspettiamo che i nostri partner mantengano forti valori etici, siano trasparenti e non infrangano i diritti umani‘. Tutto il contrario di quanto ha dimostrato la FIFA che, nonostante questo, continerà a contare sul supporto (e sui soldi) di sponsor e partner di prima fascia. Per adesso gli ingranaggi della macchina restano al loro posto. Ma quanto durerà ancora l’intero meccanismo?
Nel frattempo, tra scandali, arresti e tangenti, i Mondiali in Russia si stanno lentamente avvicinando. La FIFA rischia di restare sola contro l’intera opinione pubblica in una guerra deleteria per la sua reputazione e le sue finanze. Parallelamente anche gli sponsor iniziano a subire l’alone negativo che ha colpito il governo del calcio.
L’indignazione del web si manifesta in fotomontaggi effettuati da artisti e attivisti volti a sensibilizzare il mondo su quanto sta accadendo nella terra della Coppa del Mondo 2022: il Qatar. Lo sfruttamento umano avvenuto prima in Sud Africa poi in Brasile è ancora fresco nella memoria di molti che non intendono dimenticare. E allora ecco i principali marchi di partner e sponsor FIFA rielaborati parodicamente per sottolineare l’importanta dei diritti umani. Una pubblicità che di sicuro non farà piacere ai vari McDonald’s, Adidas e Hyundai di turno.

L’ULTIMA GOCCIA – Proprio Coca-Cola e McDonald’s, alla luce della decisione del Comitato etico della Fifa di sospendere per 90 giorni Blatter dopo lo scandalo corruzione e le recentissime accuse a lui rivolte dalla magistratura svizzera, hanno deciso di farsi sentire con duri comunicati ufficiali. I due brand, preoccupati per la reputazione e l’immagine ormai deteriorata dell’organo calcistico, chiedono a gran voce le immediate dimissioni di Blatter – accusato di appropriazione indebita di fondi nonché di gestione fraudolenta – e l’avvio all’interno della Fifa di un processo di riforma che renda la gestione chiara e trasparente. Intanto l’inchiesta americana prosegue assieme a quella svizzera in attesa dei prossimi nuovi colpi di scena.

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