L’ex attaccante della Roma, Gervinho, a poche settimane dal suo addio alla società giallorossa, in un’intervista rilasciata ai microfoni de L’Equipè, racconta i retroscena di un addio annunciato e concretizzato in pochi giorni.
“Sono stato sorpreso e deluso perché, secondo me, non c’erano motivi per cui non potesse finire la stagione. Nonostante tutto quello che si è detto, la squadra non era così male. Era ancora sufficientemente ben piazzata per arrivare a qualcosa. Rudi, per me, è più di un allenatore. È stato lui a battersi per farmi venire a Roma. Sarei potuto restare dopo la sua partenza, il club voleva tenermi, ma ho detto ai dirigenti che avevo bisogno di stare bene anche nella testa e quello non era più il caso. Per me, quando hanno messo fine al contratto di Garcia, lo hanno fatto anche con il mio. Non potevo più continuare”.
L’ivoriano ora è pronto a scrivere la storia in Cina: “L’esonero di Garcia ha fatto precipitare le cose. E poi non voglio mentire: il contratto che mi hanno offerto era enorme. l progetto è interessante, l’Heibei vuole crescere”, racconta l’attaccante.
E sulla precedente esperienza di Drogba in Cina, Gervinho dice: “Ognuno ha la sua storia. Magari può non andare bene agli altri e andare benissimo a te. È chiaro che, sportivamente e culturalmente, non ha niente a che vedere con quello che ho conosciuto fino ad ora. Ma non avevo più né la motivazione né la voglia di restare in Europa. Anche se non posso dire non tornerò mai più, penso che la mia carriera europea sia finita. Ora ne ho iniziata una nuova in un altro continente”.
Stella Dibenedetto – www.calciomercatonews.com
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