Sono un giocatore a cui piace essere amato e apprezzato – rivela Dani Alves ai microfoni del quotidiano spagnolo ‘Abc‘ – Se non mi vogliono, me ne vado. Lasciare il Barcellona a parametro zero fu un colpo di classe. Negli ultimi tre anni figuravo sempre tra i partenti, anche se la società non mi diceva nulla. Con me furono falsi e ingrati, non mi rispettarono. Mi offrirono il rinnovo solo dopo la squalifica dal mercato inflitta dalla Fifa. Solo allora firmai, ma con la clausola di potermene andare a costo zero. La dirigenza del Barça non sa trattare i suoi giocatori”.
“E’ bello vincere i titoli ma, come dicono nel film ‘Cars’, sono solo coppe vuote. Vincere tanti titoli non ti rende una persona migliore nè ti dà la felicità. Ti porta solo ad una vita falsa. E’ necessario lottare per raggiungere gli obiettivi e, una volta centrati, bisogna dimenticarseli e cercarne di nuovi. Per questo non mi sono mai fatto 300 foto con la Champions. E’ solo una coppa”.
Il sì alla Juventus: “Avevo bisogno di nuove sfide. Io sono un vincente, così come lo è la Juventus. Qui puoi sempre imparare e lottare per vincere. Sono felice. Abbiamo le qualità per arrivare in fondo in Champions League, ma bisogna dirlo a bassa voce: c’è molta superstizione”.
Su Cristiano Ronaldo e Josè Mourinho: “Ronaldo pensava che avessi parlato male di lui in un’intervista e mi tolse il saluto. Ma io lo rispetto. Mourinho nel Real Madrid giocò sporco. Non sapeva perdere”.
Stella Dibenedetti . www.calciomercatonews.com
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