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Pelé, il ricordo in diretta: “Ha avuto l’umiltà di rendersi disponibile”

La scomparsa di Pelé ha smosso gli animi di tutto il mondo calcistico, ma anche quelli di tutte le persone che hanno avuto modo di incontrare O’ Rey dal vivo 

Edson Arantes do Nascimento è venuto a mancare a seguito di una lunga ed estenuante battaglia contro un tumore al colon. Ricordato da tutti come Pelé, O’ Rey è stato l’esempio per molti calciatori e l’ispirazioni di tutti i campioni che lo hanno succeduto.

Da Mbappé a Messi, quasi tutti i top player da bambini hanno sognato di essere come lui e Maradona. Nella diretta odierna non si è potuto parlare che di Pelé da un punto di vista sportivo e umano.

Cucci su Pelé: “Si guarda lui e si impara a giocare”

Intervenuto ai microfoni di calciomercato.it sul canale Tv Play, Italo Cucci ha raccontato un Pelé visto da vicino e incontrato più volte dal giornalista stesso.

Cucci ai microfoni di Tv Play

Era ovviamente inevitabile non affrontare anche un discorso legato al calcio attuale e ai campioni che oggi riempiono i teleschermi: “Ho incontrato ragazzini che conoscevano Pelè meglio di me e ne imitavano le mosse. Certe sue caratteristiche le hanno assimilate tutti i grandi. Maradona, Cruijff, Messi. Ma nessuno è Pelè, nessuno è Maradona, nessuno è Messi. Anche Maradona non era così complesso. Qualcuno imita le gesta che hanno fatto storia”. Il giornalista ha poi ricordato con grande affetto uno dei suoi incontri con Pelé: “Ci siamo incontrati diverse volte. Quando nel 2004 è arrivato a Milano per presentare il suo film. Io mi sono messo da parte, e lui mi ha visto e ha fatto “Ciao, come stai?”. Questo è non dei grandi calciatori, ma dei grandi uomini. Mi ha fatto un regalo riconoscendomi. Senza un grammo di divismo. E’ stato piacere, umile e degno di essere ricordato con dolcezza”.

La scomparsa di uno dei numeri 10 più forti di sempre ha lasciato il vuoto anche nel cuore di Cucci: “Le emozioni diventano sempre più fastidiose. Pelè aveva un anno meno di me, Maradona e Rossi erano più giovani di me. Da un lato sono privilegiato per avere vissuto con questi personaggi, dall’altro svuotato perché questi personaggi ci lasciano. Con questi giocatori si poteva condividere, oggi invece finiamo per vederli da lontano e leggere notizie sui social. Pelè ha avuto l’umiltà di essere disponibile. Mi stanno arrivando foto di lettori che mi mandano immagini di loro con Pelè di quando erano bambini. E’ stato un sogno per tutti. Uomo di semplicità straordinaria, così come era semplice la sua giocata. Semplicemente fantastica ma classica. C’è qualcuno che gli somiglia? Ce ne sono milioni perché i suoi gesti sono quelli del manuale. Si guarda lui e si impara a giocare“

Patrizio Trecca

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Patrizio Trecca

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