Non si placano le polemiche attorno a Ciro Santoriello, uno dei tre PM che sta conducendo l’indagine Prisma sui bilanci della Juve
“Tifo Napoli, odio la Juventus . Come pubblico ministero ovviamente sono antijuventino, contro i ladrocini in campo, e mi è toccato scrivere archiviazioni“. Parole e musica di Ciro Santoriello, uno dei tre PM impegnato a giudicare le presunte irregolarità della società Juventus nell’inchiesta Prisma. Frasi pronunciate in un convegno a Milano nell’estate del 2019. Ma che oggi sono tormate prepotentememte attuali.
Sull’argomento è intervenuto in diretta, ai microfoni di TVPlay – il canale Twitch di Calciomercato.it – lo scrittore Maurizio Zaccone. Ecco le sue parole.
“Per giudicare le parole di Santoriello conto di avere il tempo di ascoltare tutto il discorso nel quale sono state pronunciate, per quanto comprendo siano fastidiose per qualunque tifoso juventino. Se si pensa che il giudizio di un magistrato sia influenzato da che squadra tifa dobbiamo allora partire dal fatto che chiunque in Italia tifa una squadra. E che almeno 1/3 dei tifosi italiani è tifoso della Juventus, quindi un arbitro su tre sulla carta è juventino“, ha esordito. “Questo però non mi ha mai dato da pensare ad altro. Sono state portate delle prove che dovranno essere ora giudicate da altri giudici. Io comprendo il fastidio dei tifosi per le parole di un PM, anche a me al contrario avrebbe dato fastidio. Quando la Corte d’Appello Federale si è espresso con un -15 io poi mi sarei aspettato silenzio fino alle motivazioni, invece l’indignazione è scattata un nanosecondo dopo“.
“Il transito di figure professionali da società calcistiche a organi di vigilanza calcistici sono cose già accadute. Magari è meno di consuetudine un guardalinee che annulla un gol regolare e assegna un gol irregolare alla Juve e che poi magari diventa dirigente della Juventus, questo crea molta più indignazione. Parliamo di un Catania-Juventus del 2012. Se c’è qualcosa di poco chiaro si vada a fondo. Questo tipo di appello l’ho trovato condiviso da pochissime persone. Ho visto invece un movimento disdettista che senza leggere ancora le motivazioni del processo iniziava già a scrivere che la Juventus non si tocca. Detto questo credo che la giustizia debba fare il suo percorso. Il tutto nasce da una sentenza che non era ancora stata motivata. Per molti esperti è tra le motivazioni più corpose mai fatte, perchè di solito si scrivono due pagine, qua ce ne sono 36. Chi dopo un’ora contesta quelle motivazioni non ha letto nulla, perché ci vogliono come minimo tre ore per leggerle. Io non difendo l’operato di nessuno, bisogna rispettare la legge e la giustizia, che offre poi dei canali per fare i legittimi ricorsi“, ha concluso.
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