La Serie A sta per cambiare ufficialmente volto: la decisione del Governo è definitiva, cade lo storico divieto.
Il campionato di Serie A sta ormai per entrare nella ‘fase calda’. Dopo 26 giornate l’Inter è in testa alla classifica con un punto di vantaggio sul Napoli e tre sull’Atalanta: si profila un’avvincente lotta a tre per lo scudetto che terrà certamente incollati agli schermi i tantissimi appassionati di calcio. Tuttavia proprio in queste ore è arrivata una notizia che potrebbe portare a un vero e proprio ribaltone nel massimo campionato italiano.
Il Governo, infatti, ha scelto di intervenire per modificare radicalmente un aspetto che riguarda la Serie A. Ma di cosa si tratta esattamente? Come chiarito anche dal sito Calcio e Finanza molto presto rivedremo sui campi di calcio le pubblicità di giochi e scommesse.
In molti si saranno accorti che negli ultimi anni queste pubblicità erano completamente sparite durante le partite: tutto merito del Decreto Dignità del 2018, che aveva imposto proprio il divieto per qualsiasi forma di pubblicità riguardanti giochi o scommesse con vincite di denaro. Il divieto includeva non solo le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, ma anche i programmi TV e radio, la stampa e internet.
Ora però sta per arrivare il via libera della Commissione Cultura del Senato all’Affare sulle prospettive di riforma del calcio italiano. Per farla breve, con questo atto si chiede al Governo di intervenire per modificare l’attuale divieto per le manifestazioni sportive almeno per i concessionari autorizzati dall’Agenzia dei Monopoli.
Ciò significa che presto torneranno negli impianti sportivi le pubblicità su gioco e scommesse. E non è tutto: nel documento al vaglio del Senato viene anche chiesto di garantire una quota annuale dei proventi che derivano dai giochi su sport e scommesse sportive “agli organizzatori degli eventi sui quali si scommette“. L’idea è quindi quella di destinare l’1% del valore complessivo a finalità ben precise, tra cui la costruzione di nuovi stadi e l’ammodernamento di quelli già esistenti.
Un’altra quota verrebbe invece destinata al sistema calcistico con l’obiettivo di finanziare progetti sociali, sportivi e di formazione dei giovani all’interno delle società. Tra i progetti spiccano soprattutto quelli di contrasto alla ludopatia e all’assistenza in caso di abusi e violenze sugli atleti.
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