Giovanni Malagò si trova in una situazione delicata che potrebbe determinare il suo futuro alla guida del calcio italiano. A breve, la Giunta del CONI dovrà votare sulla sua posizione.
Nonostante abbia ricevuto segnali di sostegno dal CIO e dal presidente della UEFA, Aleksander Ceferin, in Italia cresce il dissenso. Le contestazioni si concentrano su un presunto vizio di forma nell’elezione di Malagò, avvenuta lo scorso giugno con il 70% dei voti. I critici sostengono che non sia stato tesserato alla Federazione, come previsto dallo statuto.
Il parere di quattro giuristi sarà fondamentale in questa vicenda. Si parla anche di un possibile commissariamento, con il nome di Luciano Buonfiglio che emerge tra i potenziali candidati. Buonfiglio ha messo in evidenza l’importanza di rispettare le regole, mentre il ministro dello Sport, Andrea Abodi, ha sottolineato la necessità di un eventuale intervento, senza però scaricare le responsabilità su Malagò.
Il clima è teso, con critiche da parte di figure come il procuratore Taucer e Renato Miele. Tuttavia, i sostenitori di Malagò avvertono che un commissariamento potrebbe avere ripercussioni negative sull’organizzazione di Euro 2032, che è stata assegnata all’Italia e alla Turchia.
Le prossime settimane si preannunciano cruciali: il voto della Giunta del CONI potrebbe cambiare radicalmente la situazione.





