MONACO DI BAVIERA (Germania) «Niente di personale, non ce l’ho con voi», ridacchia Ivica Olic, con i suoi occhioni sgranati. Già, però tre indizi fanno una prova: segnò all’Italia al Mondiale 2002, fece doppietta alla Juve nell’Emirates Cup 2008 ed è tra i responsabili, con il suo gol all’Olimpico, dell’esclusione bianconera dagli ottavi di questa Champions. La fama di «anti-italiano» del 31enne croato è più che motivata, tanto da allarmare l’Inter. Eppure a Olic l’Italia piace. E l’Inter ancora di più. Ivica da Slavonski Brod, uno che potrebbe impedire all’Inter la storica «tripletta», è un nerazzurro mancato. «Nel 1998, l’Inter giocò una partitella col Marsonia, la squadra della mia città natale — racconta Olic, men t re Schweinsteiger passa e gli dà un buffetto, con l’aria di chi quella storia l’ha già sentita più volte—. Mi notarono, mi fecero un provino di tre giorni e convinsi l’allenatore Simoni. Mentre attendevo che i club trovassero l’accordo per l’indennizzo, giocai qualche amichevole insieme al mio idolo Ronaldo, di cui conservo ancora una foto. Maprima che l’Inter mi mettesse sotto contratto, arrivò l’offerta dell’Hertha. E andai a Berlino, perché pensavo che lì la mia carriera sarebbe decollata più facilmente».
Fonte: Gazzetta dello Sport
La redazione di www.calciomercatonews.com
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