ESCLUSIVO | Bassetti: “Obbligo di vaccinazione nel Protocollo, ecco quando riaprirei gli stadi”

L’infettivologo Matteo Bassetti è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni per fare il punto sulla situazione Coronavirus in Italia: occhi puntati in Serie A e sui vaccini

Matteo Bassetti

La situazione Coronavirus resta delicata in Italia e nel mondo. La battaglia contro il ‘nemico invisibile’ continua a mietere vittime, ma c’è chi lotta strenuamente in prima linea per debellare al più presto la pandemia. È questa la quotidianità – tra gli altri – di Matteo Bassetti, direttore del reparto Malattie Infettive dell’ospedale ‘San Martino’ di Genova. Il luminare ligure – appassionato di calcio e tifoso del Genoa – è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Calciomercatonews.com per fare il punto sull’emergenza sanitaria.

Matteo Bassetti

Coronavirus, Bassetti: “Sbagliata totalmente la campagna vaccinale”

Priorità alla vaccinazione, anche tra i calciatori“: è questo lo slogan che ripete forte e chiaro il dott. Bassetti. La sentenza è logica conseguenza dello stato attuale dell’espansione pandemica in Italia: “La terza ondata, come avevo ben previsto, è arrivata puntuale a fine febbraio. Gli ingressi in ospedale crescono del 3-4% al giorno e non lasciano alternative. L’onda è partita, ma non dappertutto in egual misura: in alcune Regioni il trend è molto negativo, in altre meno, e questo ci aiuta ad intervenire puntualmente“.

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Lo scoppio della terza ondata ha una causa ben precisa: “La prima ci ha colto di sorpresa, la seconda è stato frutto di qualche apertura di troppo in estate, ma adesso le colpe sono tutte di chi non ha fatto il proprio dovere: era una priorità mettere in sicurezza e vaccinare le persone anziane“, assicura Bassetti, che prosegue: “Solo il 2% della popolazione ad oggi è vaccinata, in Inghilterra sfiorano il 22%, è inammissibile. È stata sbagliata totalmente la campagna vaccinale”. 

Calciomercato Lazio Lotito
Lotito (Getty Images)

Bassetti: “Obbligo di vaccinazione in Serie A”

I casi aumentano e il mondo del calcio non è stato risparmiato dalla terza ondata: “In questa fase stiamo notando un notevole incremento di contagi tra i più giovani, ed in quest’ottica è da leggere anche l’aumento dei casi in Serie A“, dice Bassetti. “Ho sempre cercato di portare a tutti i vaccini sin dal primo giorno e si sarebbe dovuto pensare per tempo anche alla Serie A. I calciatori sono 555 nel massimo campionato: se li avessimo vaccinati avremmo avuto meno problemi. Inserirei l’obbligo di vaccinazione nel Protocollo, fermo restando la disponibilità degli stessi“.

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Il vaccino non è però l’unica questione legata al mondo del calcio. I giocatori di Serie A sono sottoposti a continui tamponi, ma per Bassetti questa non è causa di stress: “All’inizio è stata sicuramente una condizione che ha scosso, ma ora è subentrata l’abitudine, una sorta di routine come l’appello dell’arbitro prima della partita“. Ma chi risulta positivo può avere conseguenze gravi, anche se atleta di Serie A? “Fino ad adesso ho visto manifestazioni blande tra i giocatori, il che significa che dopo due settimane si torna alla vita normale“.

San Siro (Getty Images)

Coronavirus e Serie A, Bassetti sulla riapertura degli stadi

Il mondo ha bisogno di tornare alla normalità e – in tema di sport – la prima condizione è sicuramente legata al ritorno dei tifosi negli stadi e nei palazzetti: “Bisogna pazientare“, dice Bassetti, che aggiunge: “Meglio il pubblico negli impianti che manifestazioni fuori come accaduto prima del derby tra Milan ed Inter o a Bergamo. Avrebbe più senso riempire uno stadio al 5-10% della sua capienza, garantendo distanziamento e sicurezza. Rispettando queste condizioni io riaprirei gli stadi già sul finire di questa stagione, per l’ultimo mese di campionato ce ne sarebbero i limiti”.

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Le cose però vanno fatte in maniera intelligente, afferma Bassetti: “Lo stadio va aperto tutto, non per settori, e la gente deve entrare distanziata e con la mascherina. A quel punto il rischio contagio sarebbe a zero, ma il problema potrebbe crearsi nell’affluenza del pubblico allo stadio. Regolato questo, per me si può fare“.

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Stadi pieni, come sarebbe stato ‘Marassi’ in occasione del derby tra Genoa e Sampdoria, in programma il 3 marzo alle 20:45: “Sarò pronto a tifare ‘Grifone’, sono contento che questa volta non si giocherà con il coltello tra i denti con l’incubo retrocessione dietro l’angolo“, dice Bassetti, che conclude: “Ballardini è un grande allenatore, spero rimanga a lungo. Il presidente Preziosi è intervenuto bene sul mercato di gennaio, migliorando una campagna acquisti estiva che aveva lasciato a desiderare. Vinca il migliore: mia sorella tifa Samp, spero che in casa, alla fine, avrò io qualcosa da festeggiare“.