Non si sono mai amati, Valentino Rossi e Marc Marquez. Dopo il mondiale del 2015 la rivalità tra i due si è trasformata in odio profondo
Ha vinto nove titolo mondiali complessivi, di cui ben sette nella classe regina del motomondiale. Ma al di là dei trionfi iridati e degli oltre cento gran premi conquistati, Valentino Rossi ha avuto la capacità, unico pilota nella storia delle due ruote, di trasformare uno sport di nicchia in un vero e proprio fenomeno di massa.
Negli anni d’oro, quelli delle vittorie in serie, le gare della MotoGP dominavano le graduatorie dei dati d’ascolto, riuscendo a superare in certe occasioni anche lo sport motoristico più seguito, la Formula 1.
Scolpiti nella memoria dei fan del fuoriclasse di Tavullia sono soprattutto gli epici duelli dei primi anni 2000, capaci di tenere incollati davanti alla tv milioni di spettatori.
Per queste ragioni non è affatto casuale che da quando il ‘Dottore‘ ha detto addio alle gare di MotoGP, al termine del 2021, l’interesse mediatico e l’appeal della competizione siano gradualmente ma inesorabilmente scemati.
Valentino Rossi è sempre stato il primo attore, la star indiscussa e incontrastata di un ambiente a cui è sempre mancato nella storia il personaggio da copertina, il classico uomo immagine.
Neanche il leggendario Giacomo Agostini era stato in grado di rendere così attraente una disciplina come il motomondiale. Rossi ha fatto entrare le due ruote in una nuova e sconosciuta dimensione.
Durante il suo percorso agonistico, unico e inimitabile, il fuoriclasse di Tavullia ha avuto modo di battagliare con molti suoi colleghi.
Altri campioni che hanno incrociato il suo cammino e con i quali ha mantenuto un rapporto di stima e rispetto reciproco.
In un’intervista rilasciata al portale Crash.net, Valentino ha infatti menzionato quelli che lui considera da sempre i rivali più agguerriti incontrati durante la sua carriera.
I nomi citati sono tre e tra loro non c’è Marc Marquez: “Con Max Biaggi ero giovane e volevo competere con lui, che era il campione. Fu una rivalità bella tosta dall’inizio alla fine, abbiamo lottato alla grande“.
Poi sono arrivati i giovani leoni per i quali era un idolo diventato poi avversario, Stoner e Lorenzo: “Io ero il veterano e loro mi sfidarono. I duelli a Laguna Seca nel 2008 e a Barcellona nel 2009? Il motomondiale è uno sport pericoloso, individuale e di contatto“. Su Marquez neanche una parola.
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