Doccia gelata sulle ambizioni scudetto e qualificazione alla prossima Champions League della Juventus
Pronto riscatto della Juventus dopo la batosta al ‘Mapei Stadium’ contro i padroni di casa del Sassuolo. Alla ‘Vecchia Signora’ è bastato il tap-in di Arkadiusz Milik, al primo centro stagionale e sostituto di giornata di Dusan Vlahovic, entrato in campo nel finale di match, per avere ragione di un Lecce ordinato e ben messo in campo.
Non un match dalle grandi emozioni. A parte l’acuto dell’attaccante polacco, al 57esimo minuto del secondo tempo, e una conclusione a incrociare sul secondo palo di Federico Chiesa nella prima frazione di gioco, non si registra altro di significativo, con i salentini che si sono ben difesi tranne, come detto, nell’occasione del gol.
Un successo che rasserena l’ambiente bianconero ma che lascia comunque aperto l’interrogativo sul ruolo che potrà recitare la ‘Vecchia Signora’ nella lotta scudetto. Infatti, per un ex bianconero e ora apprezzato commentatore il trionfo casalingo contro il Lecce, che prima del match all’Allianz Stadium non aveva ancora perso, non deve ingannare: la Juventus è da metà classifica.
A frustrare le ambizioni scudetto dei bianconeri è stato Massimo Mauro che, intervenuto a ‘Tutti convocati’, show sportivo, in onda sulle frequenze di Radio 24, condotto dal trio Pierluigi Pardo-Giovanni Capuano-Carlo Genta, ha analizzato tatticamente la Juventus di Max Allegri individuando il principale difetto che le impedisce di essere competitiva per il tricolore.
“Se non corrono senza palla sono una squadra di metà classifica“, ha sentenziato l’ex, tra le altre, di Juventus e Napoli (è l’unico calciatore a poter vantare di aver giocato con Michel Platini, Zico e Diego Armando Maradona, ovviamente in momenti differenti della sua carriera).
Il motivo è presto detto: ad eccezione di Federico Chiesa, tutti i bianconeri hanno un gioco prevedibile tanto che non sanno che farsene della palla quando ce l’hanno tra i piedi. Limiti che vengono platealmente denunciati contro le squadre, come il Lecce, che si chiudono dietro occupando tutti gli spazi e contro le quali serve come il pane il colpo d’ala di chi salta l’uomo creando così la superiorità numerica e incrinando di conseguenza il muro difensivo avversario.
Cosa che, se l’ attaccante ex viola non s’inventa qualcosa, non succede mai. Di qui la necessità per il tecnico livornese, sempre secondo l’ex bianconero, di spremersi le meningi per escogitare qualche accorgimento tattico, altrimenti, è l’impietoso vaticinio di Massimo Mauro, “non ne vengono fuori“.
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