Negli ultimi tredici anni, il Manchester United ha attraversato una fase critica, senza riuscire a ritornare ai livelli di eccellenza che lo hanno caratterizzato nel corso della sua storia.
Dopo il ritiro di Sir Alex Ferguson nel maggio 2013, il club ha visto avvicendarsi vari allenatori, ma non è riuscito a trovare né stabilità né risultati duraturi. Ogni tentativo di rinascita si è scontrato con una squadra che si allontanava sempre più dalla sua identità tradizionale.
Nonostante le difficoltà sul campo, il club ha mantenuto una solida posizione economica, registrando nel 2025 un fatturato di 793 milioni di euro, collocandosi tra le prime otto società al mondo per ricavi.
La successione di Ferguson è iniziata con David Moyes, la cui gestione è durata appena dieci mesi, con la squadra che si trovava al settimo posto. È poi subentrato Louis van Gaal, che ha riportato il club in Europa vincendo la FA Cup, ma i risultati non sono stati soddisfacenti.
Con José Mourinho, il Manchester United ha conquistato trofei come l’Europa League e la Coppa di Lega, ma i rapporti con la dirigenza si sono deteriorati, portando all’esonero nel dicembre 2018.
Il suo successore, Ole Gunnar Solskjaer, ha acceso alcune speranze, ma ha anche dovuto affrontare pesanti sconfitte, come il 5-0 contro il Liverpool. Ralf Rangnick ha cercato di introdurre un cambiamento radicale, ma senza ottenere risultati positivi.
Infine, Erik ten Hag ha portato a casa la Coppa di Lega, ma ha dovuto affrontare difficoltà relazionali e prestazioni altalenanti, chiudendo la stagione con l’ottavo posto, il peggiore dal 1992.
Nel novembre 2024, Ruben Amorim è stato chiamato a guidare il club, ma la stagione si è conclusa in modo disastroso, con un quindicesimo posto finale. Attualmente, il Manchester United è ancora alla ricerca di una guida capace di riportarlo ai fasti di un tempo.





