Mercato Milan, Cafù consiglia i rossoneri: “Prendi Andrè, Miranda, Neymar e Ganso”

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MILANO – Uno deve fare rapporto periodicamente a Braida e Galliani. L’altro, per il momento, può soltanto elargire consigli. Ma gli occhi del Milan sul Brasile sono loro: Serginho e Cafu. Hanno lasciato l’Italia insieme, emolto presto potrebbero ritrovarsi a svolgere lo stesso lavoro per via Turati: Serginho ha cominciato a fare l’osservatore rossonero subito dopo l’addio al calcio, Cafu assiemea un nutrito drappello di parenti ha tirato su in Brasile un’agenzia per giovani talenti, ma dopo il Mondiale dovrebbe seguire il percorso del compagno. Ne ha già discusso anche con Adriano Galliani: «La prospettiva mi farebbe davvero molto piacere», racconta il brasiliano, che ha approfittato della rimpatriata di domenica scorsa a Madrid col Milan Glorie per una due-giorni europea fitta di appuntamenti e saluti. Oggi Cafu torna in Brasile a San Paolo, alla sua consueta attività. La sua agenzia si chiama Capi-Penta, se ne occupa con tre fratelli, uno zio e un nipote. Gestisce una trentina di ragazzi fra i 15 e i 18 anni, giovani talenti che arrivano dopo essere stati visionati sul campo e su video, e che la Capi-Penta smista poi ai grandi club per un provino. «Il 70% dei ragazzi che proponiamo ce la fa», spiega orgoglioso il «Pendolino», cinque stagioni al Milan fra il 2003 e il 2008 in cui ha vinto 6 titoli. «Dopo un paio di annate critiche, adesso il mercato dei giovani brasiliani sta finalmente ripartendo». Con un grido d’allarme: «Non chiedetemi chi sono gli eredi miei e di Serginho, perché non ne vedo. Purtroppo i terzini come noi stanno sparendo. Colpa, probabilmente, del calcio che cambia. Gli ultimi in cuimi riconosco sono campioni già affermati come Maicon o Dani Alves». E allora, i consigli per gli acquisti riguardano altre parti del campo. «Mi vengono in mente quattro nomi. Uno è Ganso, 20 anni, centrocampista centrale del Santos: il miglior rapporto età-qualità. Sempre rimanendo nel Santos, è bravissimo Neymar, una punta di soli 18 anni, ma soprattutto André, un attaccante di 19 anni: ci metto la firma, è pronto per qualsiasi squadra. Infine c’è Miranda, difensore centrale 25enne del San Paolo. Certo, lo so che al Milan servono esterni. Ad esempio Marcelo da quando è al Real Madrid è cresciuto tantissimo, è diventato un altro giocatore. Luis Fabiano? Lui è il numero uno al mondo nel suo ruolo. Io lo avevo già messo fra i consigli per gli acquisti cinque anni fa: se il Milan mi avesse ascoltato, lo avrebbe potuto prendere pagandolo molto meno…». Cafu ride. E’ rimasto innamorato dei colori rossoneri. E del Milan parla sempre volentieri. «Con tutti i problemi che ha avuto quest’anno, Leonardo ha fatto un mezzo miracolo. Il fatto è che con Berlusconi si sono affrontati due caratteri belli tosti. Lui comunque può ambire a qualsiasi incarico, perché ha capacità e personalità necessarie: anche per fare il c.t. del Brasile. Ronaldinho? Resterà al Milan, ora si sente importante e gli è tornato il gusto di giocare. Mentre a Pato consiglio di non abbattersi troppo per la mancata convocazione in nazionale: entro due anni diventerà il più forte del mondo, e a quel punto non lo fermerà più nessuno». Infine, un consiglio appassionato a tutto il popolo rossonero: «Continuare a pensare al passato sarebbe un errore. Kakà non c’è più? Tanto ormai è andato, ci sono stati motivi precisi per la sua partenza: ora occorre dare fiducia a chi è rimasto e a chi arriverà. Stesso discorso se Berlusconi dovesse cedere la società: è un tifoso vero e sarebbe dura vedere il Milan senza di lui, ma se lo fa per il bene del club si può anche voltare pagina».

Fonte: Gazzetta dello Sport

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