Serie A: è caos per i diritti tv, domani il tribunale decide sui contratti di Sky

Calcio

ROMA – Il calcio rischia il crac, il blocco totale e immediato. Decide domani il tribunale di Milano. O i contratti tv della Lega con Sky da un miliardo e 149 milioni per i prossimi due anni restano operativi oppure il calcio di Serie A salta per aria. E a cascata quello delle altre categorie. Se manca la certezza di questi soldi buona parte dei club di A non riesce neanche a iscriversi (scadenza 30 giugno), a pagare stipendi a giocatori e allenatori, a fare operazioni di calcio mercato. Proprio perché viene a mancare la materia prima: i soldi. É questo il senso delle quattro ore di tosta assemblea dei presidenti convocata con urgenza da Maurizio Beretta. Siamo all’indomani delle motivazioni del Tar che ha cercato di demolire l’Antitrust che ha dato il via libera alla Lega per quei contratti. Il consiglio dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) presieduto da Antonio Catricalà deciderà oggi di ricorrere al Consiglio di Stato. E siamo alla vigilia dell’udienza a Milano: l’emittente porno pay Conto Tv chiede la sospensione dei contratti con Sky «per mancanza di concorrenza per il digitale satellitare, dato tutto a Murdoch».I soldi I presidenti ascoltano gli interventi degli avvocati Bruno Ghirardi (Lega) e Antonio D’Addio (Infront), discutono, prendono carta e penna e scrivono 22 righe. Confermano «la più totale fiducia nella magistratura», danno giudizi sulla credibilità di Conto Tv («non ha mai partecipato a un bando per la A, non ha pagato neanche il contratto per la Coppa Italia»), infine si preparano per le possibili disavventure: «Non si vogliono disegnare scenari catastrofici, ma non è difficile immaginare quello che potrebbe accadere a danno delle società, degli appassionati e in generale di un comparto estremamente produttivo del panorama economico nazionale, nel caso in cui il ricorso di Conto Tv fosse accolto. Le Società traggono dalla licenza dei diritti audiovisivi in questione buona parte del loro fatturato (900 milioni su un miliardo e 400 milioni di ricavi, ndr). Nel caso in cui ne fossero private (571 milioni per il 2010-11 e 578 per il 2011-12, per il totale di 1149 milioni, ndr), le società di Serie Avedrebbero pregiudicata la loro sopravvivenza (da subito: non potrebbero portare i contratti in banca come garanzia per avere credito immediato, ndr), e con esse le società delle categorie inferiori che vedrebbero sparire le ingenti risorse ridistribuite all’interno del sistema calcistico nazionale (70 minuove linee guida, formare pacchetti, chiedere le autorizzazioni per i bandi alle autorità Antitrust: della concorrenza e del mercato, delle comunicazioni, nazionali ed europee. Bisognerebbe pubblicare i bandi, aspettare imarket test di un mese, poi le offerte, decidere se assegnare o no i diritti ed eventualmente andare a trattativa privata. Senza intoppi, si arriverebbe a novembre, senza contare che di mezzo lioni in meno alla B, 14 milioni alla Pro e 10milioni ai Dilettanti, ndr) ». I club di Serie A inoltre hanno già incassato l’anticipo di Sky per 2010: 28,55 milioni corrispondente al 5% di 571 milioni per il 2010-11. Soldi già spesi: parecchi non sarebbero in grado di restituirli. Conto Tv e Tim Cup La Lega e i presidenti sono certi di «aver osservato scrupolosamente le disposizioni della Legge Melandri e delle autorità garanti della concorrenza, del mercato e delle comunicazioni, nazionali e internazionali. Viceversa, non è normale che un operatore che non ha mostrato alcun serio interesse ad acquisire i diritti in oggetto, e che per di più è inadempiente ad un precedente contratto con la Lega, rischi di bloccare l’attività delle società calcistiche e dell’intero mondo del calcio italiano. É significativo, a conferma della pretestuosità dell’azione di Conto Tv, il fatto che questa non abbia mai partecipato alle procedure di assegnazione dei diritti la cui legittimità contesta. La Lega ha avviato la causa nei confronti di Conto tv «perché non ha versato quanto pattuito per i diritti tv delle fasi iniziali della coppa Italia del 2008-9 per 175 mila euro, e del 2009-10, per 450 mila euro. Può questa tv bloccare un bene degli italiani con cause pretestuose?».

Fonte: Gazzetta dello Sport

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