Calciomercato: Il 2011 sarà l’anno zero, ecco le bandiere che cercheranno altri lidi

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MILANO – “Mi piacerebbe concludere la carriera negli Stati Uniti“. Quante volte è capitato di sentire questa frase pronunciata dai grandi campioni di calcio, da Pelè a Chinaglia passando per i più recenti Donadoni e Beckham. L’ultimo in ordine di tempo è stato Ryan Giggs a dichiarare il suo “American Dream” una volta terminato il suo contratto con il Manchester United ma proprio a partire dalla prossima stagione potrebbero essere numerose le bandiere che non sventoleranno più nei grandi stadi europei, chi per andare a strappare un contratto plurimilionario da qualche parte, chi perché appenderà definitivamente le famose “scarpette al chiodo“.

1350 NOTE DI MALINCONIA
Stiamo parlando di reti realizzate che se ne andranno inesorabilmente. C’è chi cercherà di aumentare il proprio bottino in Europa come Raul che, lasciato il Real Madrid dopo 16 anni e 323 reti, proverà a diventare il recordman di gol nelle coppe europee con la maglia dello Schalke 04 e chi, col contratto in scadenza nel 2011 come Del Piero, Scholes ed Henry (580 reti in tre) dovrà prendere una decisione importante: chiudere con il calcio o andare a svernare da qualche parte tra paesi arabi (vedi Cannavaro) o MLS. Se per l’attaccante francese da tempo si parla dei New York Red Bulls (Metrostars ai tempi di Donadoni), per gli altri due la soluzione più probabile è l’imminente ritiro da uomo simbolo dei rispettivi club. Discorso diverso per Giggs e Totti. Il capitano della Roma difficilmente lascerà i colori giallorossi a breve, ma a costringerlo a una ritirata anticipata potrebbero essere i continui infortuni. Se così fosse – e non glielo auguriamo – il calcio italiano ed europeo perderebbero altri 192 gol, più i 154 di Giggs che ha già dichiarato la sua voglia di andare negli Stati Uniti.

LE BANDIERE CHE NON SVENTOLERANNO PIU’
Oltre a un numero considerevole di reti segnate, il calcio moderno nel giro di un paio di stagioni perderà le ultime bandiere rimaste, quei pochi giocatori in grado, nel corso di una lunga e vittoriosa carriera, di non cedere alle lusinghe del dio denaro per mantenere quella fedeltà al club oggi razza in via d’estinzione. Già detto di Totti e Del Piero, rispettivamente 18 e 17 anni con Roma e Juventus, il 2011 vedrà scadere i contratti anche di Zanetti (da 15 anni all’Inter) e Puyol (da sempre al Barcellona). Con loro, uniti ai sopracitati Giggs (21 anni allo United) e Scholes (da sempre un Red Devil), il mondo del “pallone” (dandone una definizione ormai arcaica) lascerà il posto definitivamente al “calcio globale“. Un calcio meno romantico, legato a doppio giro al denaro e alla vittoria piuttosto che all’intrattenimento e alla gioia dei tifosi.

BYE BYE BABIES
Spulciando però tra i contratti dei grandi giocatori nei grandi club d’Europa un po’ avanti con l’età, ci si rende conto che nel giro di un paio di stagioni il ricambio generazionale subirà una forte accelerata. Se guardando in Italia, la situazione è lampante nel Milan che la prossima stagione avrà mezza squadra libera a costo zero, la stessa situazione colpirà numerosi top players degli ultimi anni. Il Mondiale in Sudafrica ha già dimostrato che a parte qualche eccezione, vedi Spagna e Germania, le altre squadre sono già in difficoltà. Il ricambio sta avvenendo più lentamente del previsto e il futuro, da quel punto di vista non è roseo. C’è chi tornerà in patria a breve come Ronaldinho e i vari Lucio, Van Bommel o Samuel e chi lascerà un vuoto incolmabile nel proprio club come Lampard (quasi 200 gol in carriera) o Filippo Inzaghi senza considerare i vari Forlàn, Milito, Pirlo, Seedorf, Klose o Buffon sparsi per l’Europa. Ecco una formazione di tutto rispetto con i giocatori in scadenza nel 2011…

Tutti o quasi alle prese con lo stesso dubbio, tanto reale quanto poco romantico se volete: chiudere così o strappare l’ultimo grande contratto? La risposta la sveleranno a breve ma una cosa è certa: di un certo calcio, fatto di campioni e sentimenti, nel giro di un paio di stagioni non rimarrà più nulla se non qualche briciola e questa – alla fine- è la cosa più malinconica di tutte.

fonte: sportmediaset.it

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