Serie A, Sacchi sicuro: “L’Inter è la migliore in Italia”

MILANO – I tifosi in generale mi chiedono previsioni relative alla loro squadra del cuore. Peccato, ma non so prevedere il futuro. Però constato che i sostenitori dell’Inter sono perplessi e temono un’annata incolore dopo anni di successi. La partenza di Mourinho, una campagna acquisti insolitamente morigerata e l’inizio non brillante sono segnali che preoccupano. Il buon senso amministrativo di Massimo Moratti non li convince e il fair play finanziario ancora meno. Quanto è difficile in questo Paese fare le cose correttamente! Ma è giustificato il timore dei tifosi nerazzurri? Credo di no, Moratti ha dato a Benitez un’Inter altamente competitiva e senza compromettere ulteriormente il bilancio. É vero che la squadra potrebbe avere una sindrome da appagamento dopo tante vittorie. Il bravo Benitez dovrà lavorare tatticamente, ma ancora di più psicologicamente per rinnovare entusiasmi e voglia di nuove conquiste. Un’Inter supermotivata rimane in vantaggio in Italia e l’unica nostra possibile favorita in Europa. Al contrario, l’improvviso cambio di strategia del Milan ha risvegliato entusiasmi sopiti in un ambiente depresso dalle vittorie interiste e da investimenti ritenuti inadeguati. Il Silvio Berlusconi tifoso ha prevalso sull’amministratore e, sfruttando lo straordinario tempismo e l’abilità sul mercato di Galliani, ha ingaggiato Ibrahimovic e Robinho: due pezzi da novanta. Ibra, specialmente nel campionato italiano, basato più sull’individualità che sul gioco collettivo, ha fatto sfracelli. É un grandissimo solista che suona la sua musica ad altissimi livelli, ma fatica a connettersi con la squadra e a beneficiarne delle sinergie. Robinho invece è il classico brasiliano bravissimo per tecnica, dribbling, rapidità, ma anche lui abituato a muoversi più individualmente che collettivamente. I tifosi rossoneri sognano, io spero che possano avere ragione, ma quanto sono lontani i tempi in cui si ingaggiavano giovani talenti (Donadoni, Van Basten, Gullit, Rijkaard, eccetera) e si utilizzavano giovani calciatori italiani provenienti dal proprio settore giovanile ( Maldini, Costacurta, Filippo Galli, Evani, Albertini…). Tutti i giocatori erano funzionali al progetto tecnico, complementari fra loro, con passione e professionalità accertate. Per la stima, l’amicizia e l’affetto che ho verso Berlusconi, Galliani e il Milan, spero che questo «new deal» possa avere il medesimo successo. Se i tifosi rossoneri sono euforici, così non si può dire di quelli bianconeri. La Juventus ha effettuato una campagna acquisti numerosa, ma priva di grandi nomi o giovani possibili campioni. Questo non ha esaltato più di tanto la loro affamata tifoseria. Pur con la stima che ho per lo staff dirigenziale e tecnico dei bianconeri, devo ammettere che i dubbi dei tifosi sono anche i miei. Credo che la Juventus potrà fare soltanto benino, nonostante la bravura di Delneri e le capacità gestionali di Marotta e Blanc. La mancanza di un faro a centrocampo e una qualità tecnica buona ma non straordinaria saranno un limite per il gioco di Delneri e per le possibilità di successo.

Fonte: Gazzetta dello Sport

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