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Calciomercato Inter: da Alvarez a Vampeta passando per Quaresma, la top ten dei bidoni di Moratti

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CALCIOMERCATO INTER – Sedici anni alla presidenza dell’Inter, diverse soddisfazioni ma anche tanti bocconi amari. Massimo Moratti si è impossessato della società meneghina il 25 febbraio 1995. L’ha amata con tutto se stesso, ha gioito e sofferto, perché era stata coccolata con lo stesso affetto quasi mezzo secolo prima dal padre Angelo. 460 milioni di euro di perdite in sedici anni di presidenza, tanti campioni acquistati a cifre folli ma anche un gran numero di brocchi per i quali gli è stata affibbiata l’etichetta di “scova bidoni”. Ultimo in ordine cronologico ma non di peso economico è Ricky Alvarez. E’ costato circa 12 milioni di euro e il suo rendimento sino ad ora è del tutto insufficiente.
Ma torniamo indietro nel tempo e ripercorriamo gli errori di mercato dell’Inter morattiana in una speciale top ten:

1)Ricardo Quaresma (2008-10): non bisogna avvolgere eccessivamente il nastro per scovare il re di questa classifica. Ricardo Quaresma arriva a Milano con un curriculum importante (Sporting, Barcelona e Porto) e la fama di sosia di Cristiano Ronaldo. E’ il fiore all’occhiello della campagna acquisti, fortemente voluto dal nuovo tecnico Jose Mourinho. Si presenta con il suo gesto preferito, la trivela, che vale i tre punti contro il Catania. Dopo di che solo flop clamorosi, panchine e l’esclusione dalla lista Uefa. A febbraio viene girato in prestito al Chelsea ma anche lì fa cilecca. Ultima tappa il Besitkas, che lo preleva per una cifra poco superiore ai 7 milioni di euro. In Turchia ha trovato la sua dimensione, ma a Milano lo maledicono ancora in tanti. Solo fumo;

2)Robbie Keane (2000-01): viene prelevato dal Coventry City a soli vent’anni per 13 milioni di sterline, quasi 40 miliardi di vecchie lire. Il suo avvio in maglia nerazzurra non è dei peggiori ma quando Marco Tardelli subentra a Lippi in panchina per Keane si prospetta il buio della panchina,. Una rete in Supercoppa alla Lazio, una in Coppa Uefa ai modesti polacchi del Ruch Chorzow e poco altro. Almeno l’Inter riesce ad appiopparlo al Leeds per una cifra poco inferiore a quella spesa l’estate prima e fa la miglior cosa. Spauracchio irlandese;

3)Caio Ribeiro Decoussau (1995-96): primo dispiacere dell’era Moratti, viene pagato 7 miliardi e mezzo di lire dal San Paolo, sponsorizzato da Roberto Carlos, di passaggio anche lui all’Inter. Era la stella del Brasile Under 20, un talento pazzesco, ma a Milano lo ricordano solo per i gessati e le cravatte sfarzose che gli valgono il titolo di “Doutorinho” (il dottorino). L’allenatore Roy Hodgson lo detesta e convince la società a cederlo al Napoli dove si presenta come il nuovo Careca. Morale della favola: dopo 0 reti in 26 presenze tra Inter e Napoli viene catapultato su un aereo direzione Brazil. Vittima della Saudagi;

4)Ciriaco Sforza (1996-97): arriva in nerazzurro per volere del tecnico Hodgson, che l’aveva allenato con la Svizzera. E’ una trattativa sfiancante con il Bayern Monaco, durata quasi tre mesi, tra gli sforzi di Facchetti e le resistenze di Beckenbauer. Alla fine l’affare si fa, e oltre mille tifosi creano il panico fuori i cancelli di Appiano Gentile. “Grazie Moratti“-si legge su un cartello, l’impressione è che l’unico a ringraziarlo veramente sia stato Giovanni, che nel film “Tre uomini e una gamba” sfrutta la mitica maglia numero 21 dello svizzero a mo’ di pigiama. Regista senza piglio.

5)Ricardo Alvarez (2011-): lo inseriamo a metà classifica solamente perché il fattore tempo è dalla sua parte. Battezzato il Kakà del Velez, lo scorso anno ha contribuito al titolo del Fortin, pur rivelandosi a stagione in corso. L’Inter lo ha prelevato frettolosamente in estate per 12 milioni di euro circa, con un quinquennale da un milione di euro a stagione. E’ stato il fulcro della campagna acquisti, fortemente voluto da Gasperini: ora il nuovo tecnico Claudio Ranieri non sa dove collocarlo e lui rischia già il prestito. Se non si darà una svegliata, la sua posizione nella classifica bidoni è destinata a salire. Colpo a vuoto?

6)Mancini (2008-11): uno dei colpi del calciomercato 2008, l’Inter lo strappa alla Roma per 13 milioni di euro. Amantino si becca 3.5 milioni di euro per cinque stagioni e gioca con alti e bassi finchè Mourinho non cambia modulo e lo esclude dai suoi piani. Da qui il buio pesto, uno dei giocatori più forti del campionato italiano trasformato di colpo in brocco. Moratti prova a rifilare la “sola” ai cugini rossoneri, ma anche lì il giocatore sembra una controfigura del talento che fece impazzire Reveillere con un quintuplo doppio passo. Uno dei casi più eclatanti di crollo, le situazioni in cui si è trovato non sono state favorevoli. Sfiatato.

7)Maniche (2008): qualche anno fa era considerato il centrocampista più forte del Portogallo. Pupillo di Mourinho, con il Porto ha vinto praticamente tutto prima di passare alla Dinamo Mosca e al Chelsea per una breve parentesi. Nel 2006 è persino entrato nell’All Star Team del Mondiale prima di accasarsi all’Atletico Madrid. Fortemente voluto da Moratti, è approdato all’Inter nel gennaio 2008, in prestito oneroso (1 milione di euro)con diritto di riscatto fissato a 6. In maglia nerazzurra un gran gol alla Juventus e poco altro, nonostante ciò diventa Campione d’Italia, ma non convince l’Inter a riscattarlo. La sua carriera scende in picchiata, ora è free agent. Desaparecido;

8)Andy Van Der Meyde (2003-05): primadonna dell’Ajax stellare con Ibrahimovic, Sneijder e Van der Vaart, infrange ogni tipo di record con i lancieri. L’Inter lo acquista per circa 6 milioni di euro, invaghita delle sue imprendibili discese sulla fascia. Viene ricordato per una spettacolare rete ad Highbury contro l’Arsenal (3-0, ndr) e poco altro. Si è ritirato a soli 31 anni, tormentato dagli infortuni e da voci di presunti problemi con l’alcool. Pendolino guasto;

9)Vampeta (2000-01): non è il guru dei bidoni solo perché non ci si aspettava troppo da lui. Ronaldo lo consiglia a Moratti, dopo averlo avuto come compagno ad Eindhoven. Il presidente nerazzurro mette mani al portafogli e lo preleva dal Corinthians, ma il centrocampista brasiliano scende in campo in sole otto partite ufficiali. L’unica nota positiva è il suo passaggio al Paris Saint Germain, poiché l’Inter in cambio ottiene il ben più valido Stephane Dalmat. Oggi guadagna 450 euro al mese per giocare ed allenare in terza divisione brasiliana. Vittima della crisi globale.

10)Hakan Sukur (2000-01): record man di reti in nazionale turca, 218 gol con il Galatasaray ma una breve parentesi al Torino che non lasciava presagire nulla di buono (1995-96). L’Inter lo sceglie come partner d’attacco di Ronaldo, ma il turco stecca di nuovo: 5 gol in campionato e uno in Uefa. Ma a lui poco importa visto che in Turchia è trattato alla stregua di un dio. Gigante buono.

Per completezza nominiamo quei giocatori che sarebbero entrati nella top twenty. In ordine cronologico: Mikael Silvestre, Gilberto Melo (1998-99), Vratislav Gresko, Francisco Farinòs (2000-01), Gonzalo Sorondo (2001-02), Jeremie Brechet, Khalilou Fadiga, Luciano (2003-04), Fabian Carini, Edgar Davids (2004-05), Cesar (2005-06); Marko Arnautovic (2009-10), Jonathan ? (2010-11). Tutti rigorosamente stranieri, fuori dall’Italia la bufala sicura è più facile da rintracciare e Moratti lo sa. La lista è in “work in progress”. Chi sarà il prossimo?

Davide Capogrossi – www.calciomercatonews.com