Calciopoli, nuova intercettazione Milan sfuggita agli inquirenti

CALCIOPOLI NUOVA INTERCETTAZIONE – Direttamente dal sito Ju29ro.com, le notizie su una nuova intercettazione, precedentemente sfuggita agli inquirenti: “Grazie al meritorio lavoro dei tuttosportiani Vaciago e Moretti, è venuta alla luce ieri una nuova intercettazione incredibilmente sfuggita agli inquirenti. Incredibilmente perché si tratta di una grigliata avvenuta ben due mesi prima di quella famigerata fra Moggi e Bergamo, quella che nell’estate 2006 venne considerata la prova regina delle malefatte juventine. Qui il discorso è simile a quello che abbiamo fatto in passato per quella di Facchetti del “metti qualche… Collina” (fine novembre 2004): perché dopo una conversazione simile Auricchio non sente la necessità di allargare il campo degli intercettati a Meani? Ricordiamo che in aula a Napoli, in qualità di testimone, Auricchio disse che ogni volta che dalle intercettazioni emergeva un dirigente che parlava con i designatori, loro lo attenzionavano. Ora sappiamo che questa affermazione è stata già smentita dalle moltissime telefonate riportate a galla dai legali di Moggi dall’aprile 2010 in poi. Ma nel maggio del 2006, dopo la fuga di notizie, per i giornali solo Moggi compiva questi “misfatti”, e su queste fragilissime ed erronee fondamenta venne costruito il castello di Farsopoli che la Juve pagò come sappiamo. Ma questa telefonata non aggiunge solo nuovi interrogativi sulla genuinità delle indagini sulla “compagine moggiana”. Anche la sentenza di primo grado a questo punto viene scalfita, almeno nel capo d’imputazione riguardante Juventus-Milan del 18 dicembre 2004, per la quale il collegio napoletano ha condannato per frode sportiva Moggi e Bertini. Nelle motivazioni (pagg 166 e seguenti) le condanne di Moggi e Bertini sono motivate in quanto reato di “pericolo” ed a supporto ci sono solo due telefonate di Moggi a Biscardi il giorno seguente la partita! Altro non c’è, se non i presunti contatti tramite sim svizzera, che peraltro nel caso di Fabiani non sono stati ritenuti sufficienti a condannare. Sottolineiamo anche il passaggio in cui si sostiene che le risultanze processuali di segno contrario non inficiano queste prove… Infine, questa intercettazione aggiunge sostanza ai ricorsi juventini sulla mancata parità di trattamento: altro che vincolo esclusivo tra Moggi e il settore arbitrale, qui assistiamo all’accordo tra milanisti e designatore per la griglia del sorteggio (non truccato) di Juventus-Milan del 18 dicembre 2004, con l’assenso di un non precisato superiore di Meani, facilmente intuibile. E la griglia che i designatori poi sceglieranno risulterà conforme ai desiderata rossoneri: Collina, Paparesta e Bertini (che arbitrerà) più il precluso Rosetti. De Santis resterà in “riserva” perché “lui”, il referente di Meani, ritiene che possa innervosire il Milan, almeno nelle partite con la Juve. Un aspetto che già era conosciuto, tramite un’altra telefonata avvenuta fra De Santis e Bergamo del gennaio 2005, nella quale tra le altre cose i due parlano di un veto di Galliani nei confronti dell’ex fischietto di Tivoli”.

Mauro Piro – www.calciomercatonews.com