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ESCLUSIVA – Intervista a Raffael, il nuovo fenomeno della Bundesliga

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INTERVISTA ESCLUSIVA RAFFAEL BORUSSIA MOENCHENGLADBACH- Forza fisica. Potenza. Quantità. Nel calcio moderno qualità e tecnica sono sempre più rare. Per questo quando spunta un folletto in grado di tirar fuori dal cilindro giocate strepitose l’attenzione si catalizza tutta su di lui. È questo il caso di Raffael, trequartista brasiliano del Borussia Moenchengladbach. 174 centimetri di classe pura. Ha già segnato 10 gol in campionato trascinando la sua squadra nelle primissime posizioni in classifica, e ora i media tedeschi lo vogliono vedere con indosso la maglia della Germania. I tifosi del ‘Gladbach lo paragonano a Günter Netzer, centrocampista che fra gli anni ’60 e ’70 ha fatto le fortune del Borussia prima e del Real Madrid poi. Da bravo folletto quella di Raffael è una favola meravigliosa: a 20 anni venne di fatto rapito dai suoi agenti brasiliani che volevano ricattare lo Zurigo, squadra che ne deteneva il cartellino e ottenere più soldi. Proprio a Zurigo Raffael incontrò Lucien Favre, allenatore in grado di farlo rendere al meglio e che ha insistito per averlo successivamente anche all’Hertha Berlino e al Borussia Moenchengladbach. Noi di calciomercatonews.com abbiamo intervistato in esclusiva il nuovo fenomeno della Bundesliga

Zurigo, Hertha e Borussia, con Favre ti esprimi sempre al meglio, è un caso?
Beh, mettiamola così: io so cosa chiede lui ai giocatori e lui riesce a farmi rendere al meglio. Mi dà la fiducia di cui ho bisogno e di conseguenza riesco a dare il massimo. Conoscendolo bene, appena ho saputo che il Borussia Moenchengladbach mi voleva, ho accettato l’offerta senza neanche pensarci.

La tua carriera si è sviluppata fra Svizzera, Ucraina e Germania.. da brasiliano non soffri il clima?
Ora sto bene, ma ci ho messo due anni ad abituarmi. Il primo periodo è stato difficile. Il Brasile è un paese caldissimo e adattarsi a questo tipo di temperature non è semplice. Non soffro però di saudade: qui vivo con mia moglie e i miei due figli. Vedo spesso anche i miei genitori e in più in Bundesliga, nell’Hertha, c’è mio fratello. Sto bene qua. In vacanza vado spesso in Brasile e quindi la nostalgia del clima la combatto così.

Vieni spesso paragonato a Günter Netzer…
Mi paragonano a lui per i miei inserimenti in area di rigore. Poi segno tanto anche se, proprio come lui, sono un centrocampista. Il paragone nasce da lì.

E nella vita privata vi assomigliate? Lui era un donnaiolo nonché proprietario di una discoteca particolarmente gettonata…
(Ride) No, no. A me non piace andare in discoteca. Preferisco stare con la mia famiglia e, semmai, viaggiare. Adoro l’Italia. Milano e Roma sono favolose. Recentemente sono anche stato a Capri. Avete un paese davvero bello, con una cucina eccezionale. Non importa quel che mangi, ti piacerà.

Brasile o Germania, in quale nazionale ti vedi meglio?
Io sono brasiliano e il mio sogno è giocare con la Seleção. Però non so quello che può accadere in futuro…

Sei un testimone di Geova, la tua fede incide sulla tua vita privata e sportiva?
Mi incontro regolarmente con altri testimoni di Geova e preghiamo. Insieme a mia moglie ho trasmesso la fede anche ai miei figli. Per il resto, fortunatamente, non ci sono conseguenze sulla mia vita sportiva, come può invece accadere a qualche musulmano durante il Ramadan.

Quando giocavi per lo Zurigo sei scomparso per diversi giorni. La società si rivolse alla polizia per ritrovarti… Che cosa era successo?
E’ nato tutto dal fatto che i miei procuratori brasiliani pretendevano dei soldi. Lo Zurigo mi aveva da poco comprato dal Chiasso, ma loro non avevano ricevuto alcuna ricompensa per il lavoro di mediazione che avevano svolto. Mi hanno quindi chiuso dentro casa loro per qualche giorno. La società denunciò la mia scomparsa, e quando sono stato trovato dalla polizia ho detto chiaramente che volevo tornare al mio lavoro e ho lasciato che i miei procuratori se la vedessero con il club. Io non ne volevo sapere niente. Ora la mia procura è affidata a Gino Lamberti.

Lucio, Effenberg, Ballack, Neuer, Goetze e ora Lewandowski…In Germania i tifosi si lamentano perché il Bayern Monaco uccide il campionato comprando sistematicamente i migliori giocatori delle società rivali, quasi a voler indebolire quelle più che rinforzare se stesso. E’ concorrenza sleale?
Eh…Loro fanno da sempre così. Hanno i soldi e comprano sempre i migliori giocatori che ci sono in Germania. Qualche anno fa hanno preso Mandzukic, ora anche Lewandowski. Mamma mia che squadra. Capisco i tifosi che si lamentano, il campionato così non è molto equilibrato.

Stai facendo un grande campionato, dove ti vedi nel prossimo futuro?

Il mio contratto qui scade nel 2017. Ma non è sicuro che resterò ancora a lungo. Ovunque dovessi andare mi toccherà convincere Favre a seguirmi (ride). Qui sono comunque molto felice: siamo una grande squadra e puntiamo regolarmente all’Europa.

In un calcio sempre più fisico, un giocatore della tua statura incontra particolari difficoltà?
Quando vedo gente come Ibrahimovic, Mandzukic, Lewandowski, o Ronaldo, mi fanno impressione. Però alla fine il pallone è rotondo per tutti, e almeno io ho il vantaggio di vedere la palla da più vicino…

In Italia hai una squadra preferita?
Mi piace da sempre molto il Milan. C’è Balotelli che è fortissimo. Poi Ronaldinho è uno dei miei giocatori preferiti, e quando c’era lui seguivo con ancora più interesse le partite dei rossoneri. Spesso, quando giocavo col Chiasso, sono anche andato a San Siro, uno stadio bellissimo. Anche se la Germania, da questo punto di vista, è avanti anni luce: qui ad ogni partita c’è il pienone. Anche nelle partite della Zweite Bundesliga (l’equivalente della nostra Serie B) gli stadi sono tutti pieni. Questo aiuta i giocatori ad esprimersi al meglio. Abbiamo tutti voglia di ripagare la fiducia e gli sforzi del pubblico.

Pronostico per i mondiali?
Vedo favorite Germania, Brasile, Argentina e Spagna. Credo che il flop sarà la Francia. Io sono di Fortaleza, città nella quale ci saranno otto partite. Spero di riuscire a vederle tutte. In Brasile facciamo tutti affidamento su Neymar, se dovesse fare un buon mondiale avremmo buone possibilità.

Elmar Bergonzini-www.calciomercatonews.com