Buffon, 43 anni a fine gennaio, fa una lunga chiacchierata con il Guardian e annuncia che sta seriamente pensando al ritiro
È un Gianluigi Buffon intimo quello che si racconta in un’intervista al Guardian, quasi inedito. Sul piatto c’è la famiglia, la pandemia, il suo rapporto con il vecchio amico e ora ‘superiore’ Andrea Pirlo, allenatore della Juventus. Ci sono i trofei vinti, e quelli che ha sempre sognato di alzare al cielo. E poi c’è un’ombra: quella del ritiro, che potrebbe arrivare come anche no. Perché nella vita è tutta una questione di “destino”, dice sempre lui a Nicky Bandini. Se dovesse appendere i guanti al chiodo già dall’anno prossimo, la Juventus dovrebbe colmare quel buco che dal 2001 riempie uno dei più importanti portieri al mondo – fatta eccezione per l’anno trascorso al Psg – durante il calciomercato. Ma come si può rimpiazzare Buffon?
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Già nel 2017, a trentanove anni, nella mente di Gianluigi Buffon, una vita passata a difendere i pali della Nazionale e della Juventus, era balenato di lasciare il mondo del calcio, poi la virata: “Cosa faccio senza?”. E quindi la proposta del Psg, l’anno dopo, e il ritorno a Torino. Ma ora, che di primavere ne ha quarantatré, il portiere campione del mondo 2006, qualche pensierino in più lo sta facendo: “Guarda, nella mia testa, c’è davvero un ultimo segnale di stop, un limite massimo, che è giugno 2023. Questo è il massimo, davvero, davvero il massimo. Ma potrei anche smettere di giocare in quattro mesi“, confessa in un’intervista al Guardian.
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In realtà, però, un contatto per il rinnovo di contratto c’è, perché difficilmente la Juventus potrebbe privarsi del suo estremo difensore ‘storico’, anche se non è più titolare e anche se anche ieri il polacco Szczesny ha dato dimostrazione di essere sul pezzo parando il rigore a Galabinov. Perché è una questione di destino, appunto: “Sono una persona che crede nel destino. Quando la Juventus mi ha offerto la possibilità di tornare, ho pensato: ‘ Madonna! Non si sa mai, forse c’è una ragione, qualcosa per cui dovrei tornare lì. Un’ultima grande storia da scrivere“, racconta.
E il sogno è giocare il Mondiale per club che passa dalla vittoria della Champions League, però. Un sogno che la Vecchia Signora ha accarezzato più volte, ma non ha mai veramente afferrato. E forse qualche rimpianto c’è.
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Poi c’è il suo rapporto con Andrea Pirlo, il mister. Quello stesso mister con cui Buffon ha condiviso molte esperienze e con cui ha un legame profondo, oltre al rispetto. “Di fronte ad altre persone, sarà sempre ‘Mister’. È una questione di ruoli, una questione di rispetto, una questione di intelligenza. Finché siamo qui, lui ha un ruolo e io un altro. Quando lasciamo questo posto o usciamo insieme, allora possiamo essere Gigi e Andrea“, spiega infine al Guardian.
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