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Sbarco sulla Luna, un’impresa in un calcio diverso: dalla Fiorentina campione a Rivera

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Lo sbarco sulla Luna avvenne 50 anni fa: quell’anno caratterizzò il calcio italiano attraverso diversi eventi

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Fiorentina Campione d’Italia 1968/69

50 anni fa l’uomo è sbarcato sulla Luna. L’evento ha inevitabilmente abbattuto ogni barriera del tempo, dimostrando l’inesistenza di limiti che allora si credevano essere insuperabili e fornendo lo spunto giusto per guardare con fiducia al futuro. In quegli anni il mondo del calcio era decisamente diverso rispetto a quanto siamo abituati a vedere oggigiorno. Portieri che paravano a mani nude, palloni di cuoio e divise decisamente attillate…

Il calcio a quel tempo poteva forse definirsi una vera e propria passione e non uno status symbol in grado di muovere masse attraverso mode e influenze. Entrando però nel dettaglio: come erano distribuiti gli equilibri calcistici in quegli anni? Qual era la squadra da battere o il calciatore simbolo?

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Sbarco sulla Luna, Fiorentina campione e Rivera Pallone d’oro: ecco il calcio di allora

Il 20 luglio 1969, con la missione spaziale Apollo 11, gli Stati Uniti riuscirono a portare l’umanità sulla Luna. Il campionato di Serie A 1968/69 si era concluso con il dominio della Fiorentina, che si laureò Campione d’Italia per la seconda volta nella sua storia.

Quella fu un’annata decisamente particolare per il calcio italiano. Si passò dalla drammatica morte di Giuliano Taccola il 16 marzo 1969 fino alla gioia italiana dell’assegnazione del Pallone d’oro a Gianni Rivera, nonostante il titolo di capocannoniere del torneo andato a Gigi Riva (21 gol).

Quella fu anche la stagione delle retrocessioni di Varese, Pisa e Atalanta, quest’ultima decisamente distante dagli standards di oggi, e dell’assenza della Lazio, quell’anno in Serie B. Durante quel calcio, forse meno spettacolare ma di certo più genuino, l’uomo superò i propri limiti, conquistando l’ignoto.

S.D.