“Partita comprata”: clamorosa rivelazione sui Mondiali

A 72 ore dal match inaugurale dei Mondiali 2022, scoppia il primo potenziale scandalo: si parlerebbe addirittura di corruzione

Il conto alla rovescia è già iniziato per lo meno dall’ultima gara disputata nelle Leghe Europee, domenica 13 novembre. Il tanto discusso Mondiale del Qatar 2022 – per il quale la FIFA è stata abbondantemente criticata sia da alcuni addetti ai lavori che da eminenti personaggi pubblici – è pronto a prendere il via. Le polemiche però, ancora non si sono esaurite. Anzi. Proprio nella giornata di giovedì è emersa una clamorosa indiscrezione che riguarderebbe proprio la gara inaugurale.

Mondiali Qatar 2022
Mondiali Qatar 2022 © LaPresse

Il Qatar ha corrotto otto giocatori ecuadoriani con 7,4 milioni di dollari per perdere il match di apertura 1-0“, si legge nelle parole su Twitter del noto social media influencer anglo-saudita Amjad Taha. “Lo hanno confermato cinque insider del Qatar e dell’Ecuador. Speriamo sia falso. Speriamo che la condivisione di questa indiscrezione non influisca sul risultato. Il mondo dovrebbe opporsi alla corruzione della FIFA“, ha proseguito.

Ombre pesanti su Qatar-Ecuador

FIFA World Cup 2022
FIFA World Cup 2022 © LaPresse

Ovviamente il riferimento è proprio al match inaugurale tra i padroni di casa del Qatar e i sudamericani dell’Ecuador. Il tweet di Amjad Taha è accreditato di un qualche fondamento anche grazie all’approfondimento della questione lanciata dal sito ‘Millichronicle.com‘, che riferisce di altri sospetti sulla condotta del Paese organizzatore.

Il Qatar è stato anche accusato di aver corrotto i funzionari della FIFA fino a 3 milioni di dollari per assicurarsi i diritti di hosting. Inoltre, ci sono altre accuse nei confronti del Qatar di aver corrotto funzionari di diverse federazioni calcistiche per ottenere il loro voto, comprese quelle di Camerun, Costa d’Avorio e Nigeria“, si legge nel sito. Ovviamente tutto resta nel puro campo delle ipotesi, con possibili strascichi legali per accuse che dovrebbero essere provate. Una cosa è certa: questa non è la prima, e con tutta probabilità nemmeno l’ultima, polemica nei confronti di uno dei Mondiali più controversi della storia del calcio.