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Mercato Milan-Juventus, da Benetti a Pirlo: quanti affari (per la Juve)

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Caldara
Mattia Caldara (Getty Images)

Milan e Juventus sono spesso state protagoniste di alcuni scambi importanti di mercato, nei quali i bianconeri hanno spesso trovato le proprie fortune

Continua il calvario al Milan di Mattia Caldara, vittima di un brutto infortunio al polpaccio che “corona” un approccio alla realtà rossonera davvero horror. Nell’affare che ha portato Bonucci alla Juventus e il giovane classe ’94 in rossonero, a guadagnarci è stato indubbiamente il club torinese. Di operazioni tra il Diavolo e la Vecchia Signora ce ne sono state molte in passato e spesso – ma non sempre – a guadagnarci è stata la squadra di Vinovo. Andiamo a ripercorrerne alcuni dei più eclatanti. Il più famoso colpo bianconero in tal senso è indubbiamente quello legato all’approdo a Torino di Andrea Pirlo nella stagione 2011/2012. Il centrocampista arrivò in Piemonte da svincolato a 32 anni, poiché il Milan non lo riteneva più utile al suo progetto. La storia parlò da sé. Il classe ’79 vinse successivamente di tutto al livello nazionale: 4 scudetti, una Coppa Italia e 2 supercoppe italiane.

Un altro centrocampista rossonero che fece le fortune della Vecchia Signora fu Edgar Davids, acquistato dai rossoneri per la modica cifra di 8 miliardi di lire nel calciomercato 1997/1998. L’olandese era reduce da un’annata poco brillante in Lombardia, che gli aveva fruttato 31 presenze e un totale di 1590’ disputati. Fu proprio in bianconero che il classe ’73 di Panamaribo trovò le sue grandi fortune, divenendo uno dei migliori centrocampisti in circolazione in quel periodo: 235 presenze e un totale di quasi 20.000’ di gioco. Pochi furono, però, i titoli vinti in questa esperienza: due coppe nazionali.

Calciomercato Milan-Juventus, gli affari famosi: molti furono un flop

Baggio affari Milan-Juventus
Roberto Baggio (Getty Images)

Continuando a parlare di campioni è bene citare anche un campionissimo come Roberto Baggio, che fece il percorso inverso rispetto a Pirlo e a Davids. Il Divin Codino fu il fiore all’occhiello della campagna acquisti rossonera della stagione 1995/1996. Fu pagato 7,5 miliardi e portava con sé grandi aspettative: aveva vinto il Pallone d’Oro nel 1993 ed era reduce da ottime annate con la Juventus, che gli avevano fruttato 194 presenze, 108 gol e 12 assist. Queste aspettative non trovarono, però, un degno riscontro poiché il bilancio in rossonero fu di 67 presenze, 19 gol e solo 2 assist.

Andiamo molto a ritroso. Anche Romeo Benetti, mediano rossonero per 7 anni, fece un percorso simile a quello del collega Pirlo. Con un passato già tra le fila della Juventus, considerato in fase calante dalla dirigenza rossonera, il calciatore di Albareto d’Adige tornò a vestire la maglia bianconera nel ’76 all’interno dell’operazione che portò a Milano Fabio Capello, vincendo due scudetti, una coppa nazionale e una Coppa UEFA. Tanti flop, tranne uno. Parliamo di un certo Filippo Inzaghi. Dopo 4 stagioni buone in bianconero, Pippo venne acquistato per una cifra altissima per il mercato, ancora non inflazionato, dell’epoca: più di 36 milioni di euro. Ma la cifra spesa alla fine ripagò ampiamente le aspettative. Inzaghi segnò 126 reti nelle 300 presenze con il Diavolo, contribuendo al raggiungimento di trofei importanti, tra cui la Champions League del 23 maggio 2007.