Favori alla Juve, La Russa confessa: “Quella volta urlai come un pazzo”

Dopo le polemiche legate all’ultima giornata di campionato, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha detto la sua

È ricominciato il campionato, e con esso, inevitabili, anche le polemiche. Non c’è stato solo spazio e tempo per ammirare le gesta di Rafael Leao e Arek Milik, di Edin Dzeko e di Ciro Immobile, perchè purtroppo si sono verificati altri episodi razzismo – proprio nella gara della Lazio -. Ed è tornato l’annoso tema dei presunti favori arbitrali alla Juve.

Ignazio La Russa allo stadio
Ignazio La Russa © LaPresse

Il presidente del Senato Ignazio La Russa, noto tifoso nerazzurro, non ha dunque parlato solo di Inter-Napoli nel suo intervento su TVPlay, il canale Twitch di Calciomercato.it. Ecco le parole del politico di fede interista.

La Russa a tutto campo: dal razzismo ai favori alla Juve

Sul big-match di San Siro: “Se il primo tempo fosse finito 3-0 nessuno avrebbe avuto nulla da dire. Nel secondo tempo l’Inter ha avuto meno occasioni, ma almeno una l’ha centrata. Mi sono stupito della scarsa pericolosità offensiva del Napoli. La prima parata Onana l’ha fatta su Raspadori. Nelle ultime partite tranne contro la Juve l’Inter ha sempre vinto, ora gioca alla pari e non è una squadra come quella delle prime partite. I meriti li hanno anche i nerazzurri, insomma. Spalletti? Questa volta può anche vincere. I grandi numeri dicono che anche Spalletti prima o poi vincerà il campionato”, ha esordito.

Cremonese Juventus
Cremonese Juventus © LaPresse

Sul razzismo: “Mi chiedo perché emerga negli stadi. Certo che è da estirpare, fa schifo e siamo tutti contrari. Ma mi domando perché emerga nelle partite di calcio, e sempre contro la squadra avversaria. Bisognerebbe studiarlo e capire sin quanto il sentimento siastrumentale. Sempre schifoso, ma strumentale”.

Su favori arbitrali alla Juve, l’aneddoto: “Non è la prima volta che qualcuno si lamenta degli arbitraggi pro Juventus (ride, ndr). Se è successo anche a me di lamentarmi? Ma certo, mi è capitato di urlare come un pazzo quando Gigi Simoni inseguì l’arbitro in campo a Torino (ride ancora, ndr). Poi non sono più andato a Torino a vedere l’Inter dopo quella famosa volta…“, ha concluso.